Il 25 aprile a Pechino, pochi minuti dopo la conclusione dell’incontro  tra il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso  e il premier cinese Wen Jiabao , l’agenzia Nuova Cina  ha annunciato che :” alla luce delle richieste avanzate dal Dalai Lama  i dipartimenti competenti del Governo  centrale avvieranno nei prossimi giorni  contatti e consultazioni con il rappresentante del Dalai Lama” . L’annuncio è stato talmente improvviso che ha colto di sorpresa  anche i tibetani che poi  hanno detto di essere pronti  a raccogliere l’invito al negoziato. D’altra parte il Dalai Lama oggi è perfettamente consapevole che le Olimpiadi sono un’occasione irripetibile  per portare la causa tibetana all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale  e la Cina da parte sua è conscia di aver gestito malissimo la crisi  esponendosi alle critiche mondiali  e di non poter commettere violazioni dei diritti umani  da oggi fino alle Olimpiadi. A causa delle posizioni molto distanti è probabile che il negoziato resti un atto semplicemente formale, ma almeno si è aperto uno spiraglio e va preso atto che il  pressing  internazionale su Pechino  è stato determinante. Molto soddisfatto Barroso che a nome dell’UE, nel corso dell’incontro aveva sollecitato Wen  a dialogare con il Dalai Lama e che è stato accontentato in diretta .Anche Washington ha accolto molto positivamente l’annuncio. Nel corso dei colloqui telefonici con Bush e Brown nei giorni precedenti il Premier cinese non aveva escluso il  negoziato ma a due condizioni : da una parte il riconoscimento della piena sovranità della Cina sulla regione  e rifiuto di ogni forma di indipendentismo  da parte delle opposizioni e dall’altro che il Dalai Lama  deve confermare agli emissari del regime la linea moderata.  Le due parti sono sostanzialmente d’accordo ma restano aperte alcune incognite : le spinte esercitate dalle componenti più conservatrici del regime cinese  e le frange estremiste delle opposizioni tibetane  che potrebbero frenare ogni tentativo di dialogo reale. Indietro.. 

   
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UNA SPERANZA PER IL TIBET