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DONNA ECONOMIA & POTERE
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POLITICHE ATTIVE PER LE DONNE

Argomento: | Tipo di notizia: | Autore: Redazione

La politiche attive messe in campo dal governo per sostenere l'occupazione femminile muovono sulle tre leve dell'orario di lavoro flessibile (per il quale è in corso una trattativa con le parti sociali), della diffusione dei servizi di cura e sostegno familiare e della riorganizzazione dell'offerta formativa, per meglio rispondere ai fabbisogni reali che si manifestano nei diversi sistemi produttivi.
A ricordare la strategia per cercare di ridurre il gap che ancora divide il tasso occupazionale femminile italiano dalle medie dei principali paesi europei è stato, ieri, Maurizio Sacconi. Il ministro ha affrontato il tema in occasione della presentazione della campagna di comunicazione istituzionale sul lavoro femminile e i tempi di conciliazione che partirà la prossima settimana su tutti i media sotto il claim "sicuramente noi".
Assieme alla consigliera nazio-
nale di parità, Alessandra Ama-dori, il ministro ha fatto il punto sulle diverse iniziative già avviate sottolineando il ruolo di «monitoraggio strategico» svolto sul territorio dalla rete delle consigliere di parità: 24o soggetti attivi in tutte le regioni e le province. Parlando in particolare dei servizi di cura, Sacconi ha indicato la possibilità di aiutare la diffusione dei nidi familiari utilizzando i voucher per pagare le prestazioni e ha riferito della collaborazione aperta con LegaCoop e Confcooperative per far emergere dall'irregolarità le molte donne che lavorano in questo settore. 

Sacconi ha poi detto di «confidare in una soluzione in tempi brevi per ottenere il via libera Ue sui contratti di inserimento agevolati per il Sud»
congrui» del negoziato aperto in sede comunitaria per ottenere il via libera ai contratti di inserimento con agevolazioni fiscali e contributive per le donne nel Mezzogiorno. «Il regolamento europeo del 2008 non ci ha consentito di sostenere l'occupazione femminile per divario territoriale ma noi abbiamo un divario evidentissimo al sud» ha sottolineato il ministro, ricordando che l'anno scorso il tasso di occupazione femminile al Nord è stato pari al 56,5% contro il 30% del Sud. 
A Bruxelles, in qualità di coordinatore dei ministri del Welfare del Ppe, Sacconi sta anche conducendo una mediazione per rendere più flessibile la procedura di erogazione del Fondo sociale: «L'anno scorso nel pieno della crisi - ha detto - è stato utilizzato solo il 20% della disponibilità perché i termini di programmazione fissati nel 2007 non si potevano modificare».
D.CoI.

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