Le Protagoniste

Tag: occupazione femminile

GRAN BRETAGNA:IL GAP SALARIALE DI GENERE MOSTRA LIEVI SEGNALI DI MIGLIORAMENTO

giugno 6, 2014

di Ornella Del Guasto

Non esiste un Paese al mondo dove le lavoratrici sono pagate come gli uomini, scrive Financial Times. Secondo le stime delle Organizzazioni internazionali del lavoro, lo scarto salariale è di circa il 23% e la differenza, sia pure inferiore, si registra persino in Paesi all’avanguardia nella parità di genere come Svezia, Islanda e Norvegia. La differenza varia da paese, da industria, da titolo di studio, da tipo di lavoro, da età. Persino nello svolgere lo stesso ruolo la donna è pagata meno del collega che le sta accanto. Per molti anni il gap salariale sembrato restringersi ma dal 2012 è tornato ad allargarsi, dal 9,5% al 10% per i lavoratori a tempo pieno. Secondo i sindacati, la disparità è soprattutto accentuato nel settore privato dove è del 19,9% comparato al 13,6% del settore pubblico. Per questo i centri di ricerca più accreditati sostengono che è tempo di studiare una specifica strategia per l’occupazione femminile, dato che quella in atto non ha funzionato.

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DISOCCUPAZIONE DONNE 0VER 40

gennaio 27, 2014

di Valeria Gangemi
Rimanere disoccupate o non avere un lavoro quando si hanno superato i 40 anni è un fenomeno che sta diventando drammatico. Qualche anno fa i lavoratori “maturi” e con esperienza erano ricercati, ambiti e non avevano alcun problema e potevano ricollocarsi in vari ambiti lavorativi. Oggi, le cose sono radicalmente cambiate e le prospettive non sono per niente drammatiche: il lavoro per le over quarantenni è difficile da rintracciare, ma non del tutto introvabile.

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DONNE ANTIDOTO ALLA STAGNAZIONE

gennaio 20, 2014

di Valeria Ferrero
Il tema è la stagnazione economica, ovvero la prospettiva di crescita nulla negli Stati Uniti e in Europa. In breve, lo scenario giapponese dei decenni passati.
Da un paio di anni il dibattito è alimentato da un certo numero di accademici e da qualche pessimista predicatore ma ha nuovamente acquisito rilevanza nel momento in cui nomi illustri hanno espresso la loro preoccupazione in occasione di una Conferenza del Fondo Monetario Internazionale dello scorso novembre. In realtà, sebbene dati, statistiche e il processo di normalizzazione dei mercati finanziari comincino a supportare le previsioni di ripresa per il biennio che abbiamo appena cominciato, il rischio della stagnazione sembra esistere.

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