Le Protagoniste

Tag: Gran Bretagna

GRAN BRETAGNA:IL GAP SALARIALE DI GENERE MOSTRA LIEVI SEGNALI DI MIGLIORAMENTO

marzo 24, 2014

Di Ornella Del Guasto

Non esiste un paese al mondo dove le lavoratrici sono pagate come gli uomini, scrive Financial Times. Secondo le stime delle Organizzazioni internazionali del lavoro, lo scarto salariale è di circa il 23% e la differenza, sia pure inferiore, si registra persino in Paesi all’avanguardia nella parità di genere come Svezia, Islanda e Norvegia. La differenza varia da paese, da industria , da titolo di studio, da tipo di lavoro, da età. Persino nello svolgere lo stesso ruolo la donna è pagata meno del collega che le sta accanto. Per molti anni il gap salariale sembrato restringersi ma dal 2012 è tornato ad allargarsi, dal 9,5% al 10% per i lavoratori a tempo pieno. Secondo i sindacati, la disparità è soprattutto accentuato nel settore privato dove è del 19,9% comparato al 13,6% del settore pubblico. Per questo i centri di ricerca più accreditati sostengono che è tempo di studiare una specifica strategia per l’occupazione femminile, dato che quella in atto non ha funzionato.

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GRAN BRETAGNA:IL GAP SALARIALE DI GENERE MOSTRA LIEVI SEGNALI DI MIGLIORAMENTO

marzo 12, 2014

Di Ornella Del Guasto

Non esiste un paese al mondo dove le lavoratrici sono pagate come gli uomini, scrive Financial Times. Secondo le stime delle Organizzazioni internazionali del lavoro, lo scarto salariale è di circa il 23% e la differenza, sia pure inferiore, si registra persino in Paesi all’avanguardia nella parità di genere come Svezia, Islanda e Norvegia. La differenza varia da paese, da industria , da titolo di studio, da tipo di lavoro, da età. Persino nello svolgere lo stesso ruolo la donna è pagata meno del collega che le sta accanto. Per molti anni il gap salariale sembrato restringersi ma dal 2012 è tornato ad allargarsi, dal 9,5% al 10% per i lavoratori a tempo pieno. Secondo i sindacati, la disparità è soprattutto accentuato nel settore privato dove è del 19,9% comparato al 13,6% del settore pubblico. Per questo i centri di ricerca più accreditati sostengono che è tempo di studiare una specifica strategia per l’occupazione femminile, dato che quella in atto non ha funzionato.
In Australia ad esempio lo scorso anno il gap è risultato al 26% rispetto al 24% di un decennio fa.

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GRAN BRETAGNA: SENZA DONNE CAMERON COMBATTE UNA GUERRA PERDUTA

febbraio 12, 2014

di Ornella Del Guasto

Se i bianchi fossero stati i soli elettori nelle presidenziali americane del 2012, Mitt Romney avrebbe vinto a valanga. Invece ha vinto Obama, simbolo di modernità, e Romney penalizzato dalla diffusa percezione che i repubblicani erano diventati fuori moda e demograficamente superati. Questa analisi, sostiene Financial Times, dovrebbe servire di ammonimento a David Cameron e al partito dei Tories che appaiono così old fashioned nel confronto con i laburisti del giovane Ed Miliband.

Il punto debole del partito Conservatore è la mancanza di appeal che esercita sulle donne. “Cameron ha un problema femminile” è opinione diffusa, nonostante sotto la sua leadership le donne nella direzione del partito siano passate da 17 a 48. Invano il Premier nei sui discorsi in continuazione rammenta come i Tories abbiano prodotto una figura grandissima come Margaret Thatcher (anche se lei non sia stata davvero un campione di femminismo dato che in 11 anni del suo mandato promosse una sola donna nel suo Gabinetto).

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Gran Bretagna: il super manager più pagato è una donna

giugno 13, 2013

In Gran Bretagna è Angela Ahrendts, amministratore delegato della Burberry, il top manager con la retribuzione più alta. Arrivata alla guida della Burberry dal 2006, ha radicalmente trasformato quello che era ormai un marchio in una situazione di stasi, dando un’importante impronta di rinnovamento, ma mantenendo un legame con la tradizione, rappresentata dall’impermeabile e dal classico tessuto a quadri. La dimostrazione dei risultati ottenuti è data dal fatturato della casa di moda nel 2012: 6 miliardi e 300 milioni di sterline. Nella City, dove la presenza femminile è ancora minima, poiché le donne rappresentano meno del quinto del totale dei componenti dei Cda delle società quotate, e dove il gap tra la retribuzione femminile e quella maschile è pari al 15 per cento, la Ahrendts rappresenta senza dubbio il segnale della riscossa.

Carmen Buono