Le Protagoniste

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FRANCIA: PIÙ DONNE CHE UOMINI IN PARTENZA PER LA JIHAD

aprile 15, 2015

Per la prima volta nel mese di marzo il numero delle ragazze francesi in partenza per la jihad ha superato quello dei ragazzi. Una tendenza, sottolineata da fonti del governo di Parigi, che si spiega con l’accentuarsi della propaganda dello stato islamico nei confronti delle donne.
Dall’aprile 2014 – secondo il comitato interministeriale di prevenzione della delinquenza – sono stati segnalati circa 3.670 casi di partenza per la jihad. Sono cifre stabilite soprattutto a partire dalle denunce al numero verde istituito per le famiglie alle prese con la radicalizzazione islamica di un congiunto. La novità dell’ultimo mese di marzo – ha spiegato il segretario generale del comitato, il prefetto Pierre N’Gahane – è che sono state segnalate più ragazze che ragazzi, “un fenomeno nuovo per la sua ampiezza”.
Da quando è stato istituito il numero verde, un anno fa, la proporzione delle donne in partenza per la jihad era del 43% contro il 57% di uomini. Nel marzo 2015 la tendenza si è invertita, e sono state segnalate come dirette nei paesi arabi per la guerra santa islamica 136 ragazze contro 125 loro coetanei maschi.
Il ministero dell’Interno spiega il fenomeno con la tendenza dell’Isis a rivolgere la sua propaganda verso le donne, anche con video miranti a convincerle a partire o addirittura a sedurle: “queste organizzazioni hanno il potere di convincere le donne che esse sono una componente essenziale, perché metteranno alla luce i futuri combattenti”, ha spiegato Delphine Bergere-Ducote, della direzione per la protezione dei giovani.


PER LA DONNA È MEGLIO FARE IL MEDICO CHE ESSERE FUNZIONARIO SUPERIORE

aprile 14, 2014

di Ornella Del Guasto

Al momento di scegliere gli studi, una ragazza con la vocazione, ha tutto l’interesse ad optare per la libera carriera di medico. Ne sono convinte Marie Morisot, preside della facoltà di medicina dell’Università Paris-Dauphine e l’economista Anne-Laure Samson che hanno spiegato a Le Figaro: “se per l’uomo è ugualmente interessante scegliere medicina o una carriera di quadro superiore per la donna non così. Anzi, fatti i calcoli, la scelta della facoltà di medicina le garantisce ricavi di gran lunga superiori a una carriera nell’Amministrazione Pubblica o nell’imprenditoria. E questo nonostante gli studi in medicina siano più costosi e lunghi, 9-11 anni rispetto ai 5 anni della Grande école, e quindi cominci a lavorare e a guadagnare molto più tardi. I 48 anni però sono considerati il giro di boa di questa scelta perché è a questa età che la donna medico guadagnerà molto di più che se fosse un quadro di livello superiore. Infatti i suoi interessi non sono solo finanziari ma desidererà soprattutto poter disporre di se stessa e del proprio tempo. Una salariata è fortemente penalizzata a causa della maternità in termini di carriera e di conseguenza di rimunerazione, mentre la carriera di medico ha una flessibilità che le consente di dedicarsi agli impegni personali e familiari oltre a essere remunerata alla stessa stregua del collega uomo: 23 euro per un consulto più molti benefit. Nell’Amministrazione pubblica invece, in base alle proiezioni, i colleghi uomini che lavorano come le donne riescono a guadagnare il 41% in più di loro.


FRANCIA: PROGETTO DI LEGGE SULL’UGUAGLIANZA UOMO-DONNA VICINO AL TRAGUARDO FINALE

gennaio 29, 2014

L’Assemblea Nazionale francese ha approvato, con 359 voti a favore, 24 contrari e 174 astenuti, il progetto di legge sull’eguaglianza uomo-donna, che era stato adottato in Senato lo scorso settembre, e che entro la prossima primavera sarà riesaminato in seconda lettura dal Senato, ultimo passaggio prima dell’entrata in vigore.
«Vogliamo mettere il nostro Paese su un cammino senza ritorno, quello dell’uguaglianza tra uomini e donne, senza la quale non è possibile una vera libertà», ha dichiarato dopo il voto Najat Vallaud-Belkace, la ministra dei Diritti delle donne che ha presentato e sostenuto un testo che ha suscitato non poche polemiche. Su tutte, le misure maggiormente controverse riguardano l’interruzione volontaria di gravidanza. In base alla legge sulla parità uomo-donna appena approvata, infatti, viene abolita la condizione di «detresse» (sconforto, grave difficoltà) perché la donna possa fare ricorso all’aborto, ed è stato respinto l’emendamento proposto da alcuni deputati dell’opposizione che mirava a sopprimere il rimborso da parte del servizio sanitario pubblico.
In realtà, al di là di questa disposizione che è stata al centro del dibattito, la nuova legge riunisce e presenta in modo organico una serie di disposizioni già presenti nella legislazione francese e contiene anche novità rilevanti e interessanti.
A partire dalle quote di genere.

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ANCHE IN FRANCIA SI COMPLICA L’EGUAGLIANZA TRA UOMINI E DONNE

gennaio 23, 2014

di Ornella De Guasto

La Ministra dei Diritti delle Donne Najat Vallaud-Belkacem, scrive Le Monde, è stata ferocemente attaccata dal Medef, la Confindustria francese, tanto da rinunciare a inserire nuove misure contro la discriminazione di genere all’interno delle imprese nel progetto di legge sull’eguaglianza di genere esaminato dalla Camera dei Deputati il 20 gennaio.

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