Le Protagoniste

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ELEZIONI: VINCONO LE DONNE

maggio 27, 2014

Sono trenta le donne a Strasburgo, erano appena 14 su 73 alle passate europee. Sono loro le autentiche vincitrici di questa competizione elettorale. È una donna, Simona Bonafè la candidata più votata con 288.674 preferenze e tra i primi dieci, cinque sono donne. Tra i partiti che più contribuiscono a questa svolta, Pd e Movimento 5 Stelle. Il primo porta al Parlamento europeo 14 donne su 31 eletti, il 45%, il secondo supera addirittura la parità di genere con 10 donne su 17 eletti. Solo 5 donne su 13 eletti per Forza Italia.
Cartellino rosso, invece per le amministrative dove i dati dei sindaci eletti al primo turno non lasciano presagire nulla di buono. Nei Comuni Capoluogo, su nove sindaci già eletti, non c’è nessuna donna e in Regioni come la Sardegna, su 17 sindaci già eletti solo 3 sono donne. E questo nonostante la legge che imponeva la doppia preferenza di genere e la quota di lista. Si spera a questo punto che i ballottaggi diano un quadro un po’ più equilibrato.
Si sfata quindi il luogo comune che le donne non votano donne: quando candidate, e bene, in lista, le donne convincono gli elettori, che le votano. Certamente un’altra vittoria per Renzi che sulle donne ha puntato tanta parte delle sua comunicazione e azione da premier e segretario di partito: 8 Ministre e 4 Presidenti delle maggiori aziende pubbliche, un vicesegretario – Deborah Serracchiani – e una segreteria con 7 donne e 5 uomini. E per queste europee 5 capolista donne che hanno contribuito al risultato elettorale migliore di sempre.


IL NUOVO CORSO INDIANO IN MANO A TRE DONNE

maggio 15, 2014

La scadenza è fissata per domani, 16 Maggio quando verranno resi noti i risultati del voto del 7 aprile e formato il prossimo governo indiano. Ma la novità è che il profilo e il destino del prossimo esecutivo di New Delhi passa per tre donne: la “madre”, la “grande sorella” e la paladina degli intoccabili, le tre outsiders della politica indiana a capo dei più importanti partiti di tre Stati che rappresentano il 30% dei 543 seggi della Camera.
Con il Partito del Congresso della dinastia Nehru-Gandhi avviato verso la sconfitta dopo dieci anni di governo, infatti, il grande favorito è il Partito nazionalista indù (Bjp), che potrebbe però non riuscire a conquistare da solo la maggioranza della Camera bassa del Parlamento. Secondo gli analisti, l’esito più probabile è un governo di coalizione, che chiama in gioco proprio loro: Jayaram Jayalalithaa (66 anni), leader del Tamil Nadu che guida dal 2011, Mamata Banerjee (59 anni), chief minister del West Bengal, e Kumari Mayawati (58 anni), leader del partito dei dalit al governo dell’Uttar Pradesh.

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I DIRITTI DELLE DONNE AL CENTRO DELLE ELEZIONI AFGHANE

aprile 4, 2014

I diritti delle donne sono, insieme alle minacce dei taleban, gli imprevedibili protagonisti delle elezioni di sabato con cui gli afghani chiuderanno l’era di Hamid Karzai per affidarsi al leader che avrà la responsabilità di guidare il Paese dopo il completamento del ritiro delle truppe internazionali.
I taleban hanno già attaccato il centro di registrazione dei votanti e il quartier generale della commissione elettorale, entrambi a Kabul, lasciando intendere di voler condizionare le consultazioni per ipotecare il futuro del Paese ciò che avverrà dopo, come la scelta se consentire o meno la presenza di basi Usa permanenti. Ma se le loro minacce erano prevedibili, a sorprendere è invece il ruolo elettorale delle loro più temibili avversarie: le donne.

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LEGGE ELETTORALE: NELLE LISTE IL 50% DI DONNE

gennaio 23, 2014

Un sistema proporzionale, con premio di maggioranza e doppio turno eventuale. E nei collegi piccoli, listini bloccati di massimo sei candidati. Stop alle candidature multiple e norme per la parità di genere. È il testo base della legge elettorale che approda in commissione Affari costituzionali alla Camera con il via libera di Pd, FI e Ncd. Sulla scheda, su cui resta (perché prevista da norme precedenti non modificate da questa legge) il nome del candidato premier della coalizione, compariranno i nomi di tutti i candidati nelle liste, che saranno bloccate ma con criteri di riequilibrio di genere: ci dovranno essere 50% di uomini, 50% di donne e nell’ordine di lista (in base al quale si decide l’elezione) non potranno esserci di seguito più di due candidati uomini o donne.

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SONIA GANDI

INDIA: ELEZIONI, CON SONIA E RAHUL LA SFIDA DEL CONGRESSO

gennaio 17, 2014

(ANSA) – NEW DELHI – La dinastia Gandhi-Nehru ha ripreso oggi solidamente in mano le redini del partito del Congresso al governo in India avviando ufficialmente una difficile campagna elettorale verso gli appuntamenti di fine aprile che sarà guidata dal primogenito di Sonia Gandhi, Rahul, il quale tuttavia non lo farà con la designazione ‘in pectore’ di primo ministro come la base desiderava. 

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