Le Protagoniste

Tag: donne arabe

LA DEMOCRAZIA RIDUCE LA LIBERTÀ PER LE DONNE ARABE

marzo 13, 2014

di Ornella Del Guasto

Il mondo sta ancora valutando le conseguenze della primavera araba, scrive New York Times, sui diritti e sulla sicurezza delle donne. Tutte le nazioni coinvolte nella primavera araba oggi presentano molti tratti in comune: i leader post-rivoluzione sono più religiosi, le donne più relegate di prima ai valori della tradizione e i militanti legati ad Al Qaeda sono diventati più visibili. Jessica Stern, professore ad Harvard e ex membro del Consiglio di Sicurezza americano sottolinea come “la democrazia non sia quella panacea che molti americani si illudono sia. Nei Paesi mediorientali e Nord africani stanno aumentando gli scontri civili e il terrorismo e la situazione per le donne e per le minoranze, a meno di adeguate forme di protezione, sta sensibilmente peggiorando”. Soprattutto in Siria, dove lo stupro è diventata un’arma di guerra e di intimidazione le donne sono a rischio.

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L’IRRUZIONE DELLE SAUDITE NEL MONDO DEL LAVORO SFIDA LA TRADIZIONE

gennaio 30, 2014

di Ornella Del Guasto
La parola “esattore” fa pensare a un uomo ruvido e sicuro, scrive Financial Times, e invece anche in questo campo, in Arabia Saudita il rapido ingresso delle donne sta sfidando gli stereotipi. Hanan al-Otaibi, guida un team di 12 donne che si occupa del recupero-crediti per conto della banca islamica Al Rajhi, la più importante del Paese, e ha avuto un tale successo – ha superato del 70% il recupero crediti della controparte maschile – che probabilmente per la fine dell’anno lo staff sarà aumentato a 50 unità. Questo dimostra come si stia facendo strada l’occupazione femminile in una società conservatrice anche in settori completamente nuovi. Infatti la partecipazione delle donne nel mondo del lavoro, in 6 anni è passata dal 9 al 16% e la disoccupazione femminile si è ridotta del 30%.

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AFGHANISTAN: LA SFIDA DI JAMILA, PRIMA POLIZIOTTA A CAPO DISTRETTO KABUL

gennaio 14, 2014

(Aki) – Per la prima volta una poliziotta afghana arriva al comando di un distretto di Kabul.
A scrivere una pagina della storia della nuova polizia afghana e’ il colonnello Jamila Bayaz, che ha gia’ lavorato alla direzione investigativa nel quartier generale della polizia della capitale afghana. Il ministero dell’Interno ha scelto lei per il primo distretto di Kabul, una zona piena di edifici governativi e negozi e Bayaz ha promesso di ”servire” il suo ”popolo oppresso”.

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ARABIA SAUDITA: POLIZIA RELIGIOSA VIETA ALTALENE A DONNE, FOTO VIRALE SUI SOCIAL

gennaio 14, 2014

(Adnkronos/Aki) – Sta facendo il giro del web e dei social network una foto che mostra due agenti della temuta polizia religiosa saudita ordinare a delle donne in un parco di non utilizzare delle altalene sulle quali erano sedute.

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donne tunisia

TUNISIA: NUOVA COSTITUZIONE VERSO LA PARITA’ DI GENERE, MA È POLEMICA CON GLI ISLAMICI DI ENNAHDA

gennaio 8, 2014

Proseguono i conflitti tra il movimento tunisino islamico Ennahda e le formazioni politiche avversarie sulla nuova Costituzione, soprattutto in merito all’articolo 20, secondo il quale “tutti i cittadini e le cittadine hanno gli stessi diritti e stessi doveri e sono uguali davanti alla legge senza nessuna discriminazione”. ..

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La democrazia riduce la libertà per le donne arabe

aprile 18, 2013

Il mondo sta ancora valutando  le conseguenze  della primavera araba , scrive Herald Tribune , quando nei media è piombata la tragedia di Boston. Ancora non  si conoscono i responsabili dell’attentato ma è immediatamente tornato quel sentimento di terrore e vulnerabilità che si diffuse l’11 settembre 2001. E’ possibile che non ci sia  alcun nesso con l’estremismo islamico ma già bisogna calcolarne le implicazioni a lungo termine che potrebbero esserci in Medio Oriente e Nord Africa così come quali potrebbero essere le conseguenze dell’instabilità in Siria sui diritti e sulla sicurezza delle donne. Nella post-primavera araba  le economie di Tunisia ed Egitto stanno declinando  mentre aumentano le tensioni sociali e politiche ed in alcune regioni della Libia le tribù hanno conquistato il dominio del territorio contro il governo ufficiale. Tutte le nazioni coinvolte  nella primavera araba oggi presentano molti tratti in comune: i leader post-rivoluzione sono più religiosi, le donne più relegate di prima ai valori della tradizione e i militanti  legati ad Al Qaeda sono diventati più visibili. Jessica Stern, professore ad Harvard e ex membro del Consiglio di Sicurezza americano sottolinea come “ la democrazia  non sia quella panacea che molti americani si illudono sia. Nei Paesi mediorientali e Nord africani stanno aumentando gli scontri civili e il terrorismo e la situazione per le donne e per le minoranze, a meno di adeguate forme di protezione, sta sensibilmente peggiorando”. Soprattutto in Siria, dove lo stupro è diventata  un’arma di guerra e di intimidazione le donne sono a rischio. Realtà confermata dall’Alto Commissariato per i rifugiati secondo cui lo stupro è una delle principali cause di fuga dalla Siria. Gli analisti convengono che se la gran parte delle siriane ha partecipato in massa alle manifestazioni pacifiche contro il regime di Assad, una volta che la guerra sarà finita dovrà sicuramente affrontare la battaglia per la difesa dei propri diritti e della propria libertà. Ad esempio in Libia le donne hanno già subito la reintroduzione della poligamia e in Egitto la loro condizione si inasprita con l’ascesa al potere dei Fratelli Musulmani, la cui arroganza e autoritarismo, combinati con la difficile congiuntura economica, stanno spingendo il Paese in una situazione che presto non sarà più sostenibile. “Oggi- sintetizza la Stern- la domanda è :l’Occidente vuole veramente la democrazia in Medio Oriente e Nord Africa, dove le libere elezioni stanno portando i vincitori a odiare combattere  gli USA e Israele?”