Le Protagoniste

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LE START UP A VOCAZIONE SOCIALE: UN NUOVO MODO DI FARE IMPRESA AL FEMMINILE

febbraio 24, 2014

di Antonella Bompensa

Una frontiera interessante, per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile, è quella prospettata dall’introduzione delle norme, relative al finanziamento dell’impresa a vocazione sociale, contenute nel Decreto Crescita bis e nel successivo Regolamento della Consob, che hanno introdotto in Italia l’equity-crowdfunding per le start up innovative a vocazione sociale.
Sono start up innovative a vocazione sociale quelle che si occupano di assistenza sociale e socio-sanitaria, anche resi da enti (consorzi o cooperative), composti, come numero di aderenti, in misura superiore al 70% da organizzazioni che esercitano un’impresa sociale. Si pensi alle cooperative, spesso costituite per la gestione dei servizi di assistenza anziani e bambini.
Altro esempio di impresa a vocazione sociale è quella impegnata nell’educazione, istruzione e formazione (compresa quella universitaria e post – universitaria e quella extra – scolastica). Queste tipologie di imprese potrebbero contribuire a mettere in atto i programmi di formazione continua finalizzati, ad esempio, al ricollocamento lavorativo dei cittadini, colpiti dalle misure di riduzione del personale delle aziende.
La vocazione sociale, infine, guarda all’ambiente e al territorio ovvero, alla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema ed alla valorizzazione del patrimonio culturale, alla ricerca ed erogazione di servizi culturali ed al turismo sociale. Il territorio Italiano, da questo punto di vista, potrebbe essere fonte di ispirazione di imprese in fase di costituzione.
In attesa delle piattaforme approvate da Consob (equity based), il segmento dei progetti pubblici e sociali, definito “civic crowdfunding”, è già ampiamente attivo sui siti di crowfunding (social lending). I progetti di utilità sociale afferenti al terzo settore sono relative all’ambiente, alla solidarietà, agli spazi urbani, ai servizi al cittadino ed alla comunità, alla beneficenza vera e propria. Nella classifica generale del crowdfunding, secondo la piattaforma DeRev, le “Social Causes” sono la categoria che vanta il miglior risultato effettivo, con il 27,4% dei progetti finanziati con le donazioni degli utenti.
A riprova dell’importanza del terzo settore per lo sviluppo dell’imprenditorialità e dell’occupazione femminile si ricorda la ricerca di Unioncamere “Sistema informativo Excelsior”dedicato alle Imprese Sociali effettuato per il 2012. Le donne vengono mediamente preferite (29%) rispetto agli uomini (5%) nel processo di assunzione (non stagionale). In termini di distribuzione rispetto ai singoli sottosettori, sempre considerando lo stesso report Unioncamere, la distribuzione rispetto ai generi evidenzia la preponderanza del genere femminile nell’istruzione e nell’assistenza sociale.


IL CROWDFUNDING PER LE DONNE

febbraio 7, 2014

di Antonella Bompensa

Lanciato a marzo 2013, Chime For Change, la campagna a sostegno delle donne di tutto il mondo della Maison Gucci è un mirabile esempio di come uno strumento moderno, di matrice finanziaria e sociale, globale e virale possa essere messo a supporto del mondo delle donne.
Chime For Change è un programma di lancio e realizzazione d’iniziative a supporto della dignità umana, gestito in partnership dai social network e dalle piattaforme di crowdfunding. Facebook e il profilo Twitter veicolano il traffico sulla piattaforma Catapult. Catapult, sito di crowdfunding, consente la consultazione dei progetti promossi dal Founding Commitee (Beyoncé, Frida Giannini, Salma Hayek) e dall’Advisory Board. Tra i sostenitori anche Julia Roberts e la cantante Alicia Keys, ma anche uomini, come l’attore James Franco e i musicisti Simon Le Bon e John Legend.
Su Catapult sono inseriti numerosi progetti concreti volti a promuovere la dignità femminile e lanciate da 50 organizzazioni in 38 paesi. Attraverso Catapult è possibile consultare le schede contenenti le informazioni dettagliate di ciascuna iniziativa (promotore, beneficiario, budget) e decidere l’investimento. Catapult è gestore dei fondi raccolti e si preoccupa di garantire la trasparenza e la devoluzione diretta ai responsabili del progetto senza intermediazioni. Il benefattore viene informato sugli stati di avanzamento del progetto con una sistema di mailing costante.

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IL PRIMATO ITALIANO DEL CROWFUNDING

gennaio 28, 2014

di Antonella Bompensa

L’equity crowdfunding è la raccolta di capitale di rischio presso piccoli investitori attuata via web. Si affianca ad altre forme di raccolta, non regolamentate e a base strettamente liberale, che sono sempre più diffuse. In un periodo storico caratterizzato dal credit crunch, il processo di finanziamento dal basso di servizi o prodotti creativi risulta una valida alternativa per fare partire piccole iniziative. Il web ha il ruolo di proporre le attività e svolgono la funzione di hub per la raccolta fondi da parte di piccoli investitori.In concomitanza con l’annuncio del lancio del primo sito di Equity Crowdfunding approvato da CONSOB in Italia e in attesa del definitivo giro di boa del 2014, ripercorriamo alcuni primati tutti italiani.
A livello mondiale, il giro d’affari del crowdfunding è cresciuto fino a 2,8 miliardi di dollari nel 2012 e per il 2013 la stima è di 5,1 miliardi di dollari. Tuttavia, in Italia si è verificato un significativo balzo in avanti grazie al Decreto Crescita bis (decreto n. 179/2012 convertito nella legge 221/2012) e al successivo Regolamento della Consob.

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