Le Protagoniste

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FS: QUATTRO DONNE NEL BOARD

maggio 30, 2014

Ferrovie dello Stato ha un nuovo vertice e un Consiglio di Amministrazione con ben quattro donne su nove membri.
La decisione è stata ufficializzata ieri, dopo quattro convocazioni dell’assemblea che non erano riuscite e sciogliere tutti i nodi. Si sceglie la continuità con la nomina ad AD Michele Elia, da otto anni alla guida di Rete ferroviaria italiana, società che gestisce la rete controllata da Fs. Marcello Messori è il nuovo Presidente del CdA che viene rinnovato, anche se non in scadenza, e i cui componenti passano da cinque a nove. Il Consiglio si apre con decisione alle quote di genere con la nomina di Daniela Carosio, Gioia Ghezzi, Simonetta Giordani e Wanda Ternau. Fonti del ministero dell’Economia spiegano il quasi raddoppio dei membri con l’intento di preparare il gruppo a «nuovi futuri assetti», con riferimento probabilmente all’ingresso in Borsa.
Diversificati e di alto spessore i profili dei nuovi ingressi femminili. Daniela Carosio, Premio Bellisario 2007, già Direttore centrale Comunicazioni esterne del gruppo, è entrata in FS nel ’95. Gioia Ghezzi ha lavorato a Mc Kinsey mentre Simonetta Giordani, l’ex responsabile dei rapporti istituzionali di Autostrade per l’Italia, era stata scelta da Enrico Letta come sottosegretario al ministero dei Beni culturali. Federico Lovadina, avvocato fiorentino, lavora nello studio tributario di Francesco Bonifazi, tesoriere renziano del Pd. Infine Wanda Ternau è attuale consigliere di Rfi.
L’assemblea ha approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2013, il sesto consecutivo con segno positivo, chiuso con un utile netto di 460 milioni di euro.
MA


Patrizia-Grieco-ex-amministratore-Italtel

LA PRESIDENZA A TRE DONNE

aprile 15, 2014

Tre Presidenze per tre dei colossi pubblici italiani: Renzi ha mantenuto le promesse e non si è limitato a rispettare la legge Golfo nominando il 20% di donne nei CdA delle aziende controllate.

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NOMINE: DELRIO, PUNTIAMO ALLA PARITÀ UOMINI-DONNE

aprile 14, 2014

Con le nomine delle grandi aziende pubbliche il governo vuole “proporre volti nuovi” ma senza arrivare alla “rottamazione generazionale”. Lo ribadisce il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, che intervistato da ‘Repubblica’, annuncia piuttosto una “rivoluzione culturale” che punta a “promuovere le donne” fino ad arrivare a “una sostanziale parità di genere nelle nomine”. Spiega Delrio: “Lo facciamo per colmare un ritardo italiano che è di almeno 30 anni rispetto ad altri Paesi. Così com’è successo con la scelta di 8 donne ministro”. Una sostanziale parità, insiste il sottosegretario, “farebbe avanzare l’Italia nella concretezza molto più di tanti proclami”. E ancora: “Vogliamo dirigenti capaci e che siano orgogliosi di guidare aziende che sono un patrimonio dell’Italia”.
Oggi Matteo Renzi sceglierà i vertici di Eni, Enel, Finmeccanica e probabilmente anche di Poste. Staremo a vedere. Il 20% di donne nei CdA non sarebbe una “scelta” o un nuovo input di questo Governo ma semplicemente il rispetto della Legge Golfo sulle quote di genere. Il 50% sia come Consigliere sia come Amministratori Delegati e Presidenti, sarebbe invece la svolta auspicata da più parti, il vero salto in avanti che il neo Premier promette.
MA


LA MERKEL SI È ARRESA SULLE QUOTE

aprile 2, 2014

Di Ornella del Guasto

Angela Merkel non è mai stata una sostenitrice delle quote rosa, commenta El Paìs, ma per la fine dell’anno, la Germania si accinge ad approvare una legge che obbliga le grandi imprese ad attribuire alle donne entro il 2016 almeno il 30% dei seggi nei Cda. Il progetto riguarda 180 grandi imprese tedesche che impiegano ciascuna un minimo di 2000 persone. Con questa decisione la Germania si allinea alla media di Francia e Italia che hanno optato per questa politica molto prima. La Cancelliera si è arresa a causa delle fortissime pressioni di Sigmar Gabriel, presidente del partito socialdemocratico, vicecancelliere e ministro dell’Economia e della Commissaria europea Viviane Reding.

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PERCHÉ DOBBIAMO FARE LA SCELTA GIUSTA SULLE QUOTE DI GENERE

marzo 17, 2014

di Luigia Tauro

C’è stato un gran dibattito, nei giorni scorsi, fra chi sostiene la necessità di assicurare pari partecipazione e pari rappresentanza alle donne in politica come in economia. Ed è un dibattito che non riguarda solo l’Italia, come dimostra una mappa sulle donne in politica, sviluppata da UN Woman, i cui contenuti potete approfondire nell’articolo dell 27°ora di Viviana Mazza.
Generalmente tutti si dicono d’accordo sul principio, ma non sono concordi sugli strumenti da adottare, o meno, per arrivarci.

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PUBBLICATO L’ELENCO DELLE BIG PUBBLICHE IN SCADENZA

febbraio 3, 2014

Come promesso – e come previsto dalla circolare emessa a giugno – il Dipartimento del Tesoro ha pubblicato all’indirizzo http://www.mef.gov.it/ministero/societa-partecipate.html l’elenco delle società partecipate con organi sociali in scadenza nel 2014.
A dover rinnovare entrambi gli organi – CdA e collegio sindacale – ci sono Arcus, ENI, Consap, Istituto Luce – Cinecittà, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, STMicroelectronics Holding. Solo Consiglio di Amministrazione in scadenza per ENAV, ENEL, Finmeccanica, Italia Lavoro, Poste Italiane, Rete Autostrade Mediterranee, Sogesid e Studiare Sviluppo. A dover rinnovare solamente il Collegio sindacale, invece, ci sono l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, Coni Servizi, Gestore dei Servizi Energetici- GSE, SO.G.I.N. – Società Gestione Impianti nucleari e SOSE Soluzioni per il Sistema Economico. In tutto 14 società rinnoveranno i CdA e 10 i collegi sindacali.
C’è poi la parte più corposa, in termini numerici, ovvero quella relativa alle partecipate di secondo livello, con 35 consigli e 50 collegi sindacali, tracui Enav, Poligrafico, Fintecna, Mistral Air, Italia Turismo, Fondo Strategico e 13 società del gruppo Fs. In tutto è sono state stimate 600 poltrone totali da attribuire.

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G8-Gipfel in St. Petersburg 2006

LA MERKEL ANNUNCIA: QUOTE ROSA NELLE GRANDI AZIENDE

gennaio 30, 2014

Lo scorso mercoledì, Angela Merkel ha annunciato che il suo governo promulgherà nuove leggi per rendere possibile una quota femminile nella gestione di grandi aziende tedesche a partire dal 2016. Attualmente, secondo uno studio Wob-index , in Germania le donne rappresentano il 17% dei componenti dei CdA e poco meno del 6% nei consigli di sorveglianza.

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CONTROLLATE PUBBLICHE: NUOVE PROCEDURE PER PIU’ DI CENTO RINNOVI E TANTE BIG

gennaio 30, 2014

Sarà una primavera calda, su cui vigilare. Chi dice cento, chi duecento, a quanto pare nemmeno il Ministero dell’economia e delle finanze ha il polso esatto di quante saranno le controllate, di primo e secondo livello, dirette e indirette, le cui assemblee scadranno nel 2014. Certo c’è che si giocano partite importanti come Eni, la prima società italiana per valore di Borsa (circa 64 miliardi di euro), Enel, Finmeccanica e Terna, solo per citare le quotate e le più importanti, ma anche di Poste Italiane. E che la Legge Golfo impone anche alle controllate di rispettare la quota del 20% per il primo mandato e del 30% per il secondo e il terzo di donne nei Consigli di Amministrazione e nei collegi sindacali. La seconda novità, introdotta da una circolare dello scorso giugno, è che l’istruttoria sulle singole candidature sarà svolta dal Dipartimento del Tesoro, che sarà supportato, nel processo di ricerca e valutazione dei candidati, da Spencer Stuart Italia e Korn Ferry Intl., società specializzate nel recruiting di top manager, individuate con una specifica procedura di selezione. E non finisce qui.

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DUE DONNE NEL CDA DEL TEATRO DI ROMA

gennaio 14, 2014

Sono Mercedes Giovinazzo e Carlotta Garlanda le due new entry del Consiglio di Amministrazione del Teatro di Roma nominate oggi dal Sindaco Marino.

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Composizione di genere dei consigli di amministrazione delle società quotate

giugno 14, 2013

Le evidenze sulla composizione di genere degli organi sociali dal 2008 ad oggi mostrano un’evoluzione positiva sia della numerosità delle cariche negli organi di amministrazione esercitate da donne, sia del numero di società in cui entrambi i generi sono rappresentati nel board.

 

EVOLUZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE NEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE DELLE SOCIETÀ ITALIANE QUOTATE

 

Numero di donne componenti degli organi di amministrazione

Peso sul totale dei componenti degli organi di amministrazione

Numero di società in cui almeno una donna è presente nell’organo di amministrazione

Peso sul numero totale delle società quotate

2008

170

5,9

126

43,8

2009

173

6,3

129

46,4

2010

182

6,8

133

49,6

2011

193

7,4

135

51,7

2012

288

11,6

169

66,8

2013 (dati al 15/5)

400

16,3

194

79,2

Fonte: Dati Consob – Divisione Corporate Governance, Ufficio Controlli Societari e Tutela dei Diritti dei Soci – sulla composizione degli organi sociali.

L’evoluzione recente della presenza femminile è, almeno parzialmente, influenzata dall’entrata in vigore, nello scorso agosto, della Legge n. 120/2011 che, nel perseguire l’obiettivo di favorire l’accesso alle cariche sociali da parte del genere meno rappresentato, ha imposto alle società quotate – oltreché alle società a partecipazione pubblica – di rispettare un criterio di ripartizione tra generi nella composizione dei propri organi sociali. Tale criterio trova applicazione per i tre rinnovi degli organi successivi al 12 agosto 2012 e prevede che la quota riservata al genere meno rappresentato sia pari ad almeno 1/5 dell’organo in sede di primo mandato e almeno 1/3 nei successivi due mandati.

La fotografia aggiornata (rilevazioni al 15 maggio 2013) della composizione degli organi di amministrazione delle società quotate mostra che:

–          il 16,3% degli incarichi di amministratore è esercitato da una donna, percentuale più che raddoppiata rispetto alla fine del 2011;

–          la presenza di consigli di amministrazione in cui è rappresentato il solo genere maschile riguarda oggi una quota, pari a circa il 20%, minoritaria del mercato. Fino al 2010 organi amministrativi composti da soli uomini interessavano la maggioranza numerica delle società italiane quotate.

Le evidenze attuali sulla presenza femminile sono influenzate, come detto, dall’entrata in vigore della L. 120/2011, le cui previsioni sono state già applicabili alle società che hanno provveduto a rinnovare la composizione dei propri organi sociali successivamente alla data del 12 agosto 2012.  Tuttavia, le evidenze mostrano come la composizione dell’organo amministrativo sia in linea con la quota di genere di 1/5, applicabile al primo rinnovo, anche a prescindere dalla circostanza che tale rinnovo sia effettivamente avvenuto. Infatti, a fronte di 69 casi di società, pari al 28% del mercato, che hanno provveduto a rinnovare la composizione dell’organo amministrativo successivamente all’entrata in vigore della legge, il numero di società il cui board è già in linea con la quota di 1/5 è pari a 111 e rappresenta il 45% del totale.

Pertanto l’approvazione della legge che ha introdotto le quote rosa ha avuto effetti positivi sulla presenza femminile nell’organo amministrativo anche nelle imprese in cui la nuova disciplina non ha ancora trovato prima applicazione. In particolare, nelle società già soggette alle previsioni legislative le donne rappresentano circa il 25% del totale dell’organo amministrativo mentre nelle altre società quotate, la presenza media femminile è pari al 12%, percentuale comunque superiore rispetto al dato medio degli anni precedenti l’approvazione della Legge 120/2011.

 mar.gia.


donne nei CdA

La carica delle 40 donne: da fondi e banche all’attacco della finanza

aprile 15, 2013

Sei di loro vengono dal private equity, in testa il Fondo italiano d’investimento partecipato dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp) che ha un piede ormai in 28 piccole e medie aziende italiane

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