Le Protagoniste

Tag: Banca d’Italia

DONNE E CORRUZIONE. IL RICHIAMO DI BANCA D’ITALIA E IL CONVEGNO DELLA FONDAZIONE BELLLISARIO “LA CORRUZIONE NON E’ FEMMINA”

aprile 30, 2015

«Dovrebbero esserci più donne nei ruoli Decisionali, soprattutto nelle istituzioni pubbliche, perchè sono meno corruttibili rispetto agli uomini», ha sottolineato in una lectio magistralis all’Università Lumsa di Palermo il Direttore Generale di Banca d’Italia Salvatore Rossi. «Una maggior presenza femminile nei ruoli decisionali, in particolare pubblici, può avere effetti positivi sulla diffusione della corruzione: da indagini empiriche le donne risultano tendenzialmente meno soggette al rischio di corruzione».
Le indagini empiriche cui il DG fa riferimento erano state elaborate da Magda Bianco nel 2012 e presentate sulla rivista Arel con un’introduzione di Lella Golfo. E proprio la Fondazione Bellisario – che al ruolo delle donne nella criminalità e nella giustizia ha dedicato convegni e premi – promuove un’iniziativa dal titolo provocatorio: “La corruzione non è femmina”, il 21 Maggio alla Sala Zuccari di Palazzo Madama. Quasi 20 protagonisti della scena italiana e una ricerca di Alessandra Ghisleri per capire come se le donne sono il vero “antidoto” a un male in cui l’Italia primeggia in Europa e che vanifica ogni tentativo di ripresa.

MA


IL CREDITO FEMMINILE PAGA DI PIÙ

marzo 21, 2014

Di Valeria Ferrero & Valeria Gangemi

Le banche se investono nelle imprese femminili guadagnano una certezza, acclarata che distingue e risalta la differenza di stile imprenditoriale e gestionale che gli esperti di analisi del rischio delle banche dovrebbero considerare.
I criteri che una banca applica alla valutazione del rischio di credito dipendono da molti parametri che vengono ormai ricondotti a Probability of Default, Loss given Default, Risk Weighted Asset, Exposure at Default. Inoltre come dimenticare l’odiato algoritmo che calcola un rating in funzione di dati storici di bilancio, di analisi andamentale, di settore e area geografica di appartenenza.
Una giungla di termini di difficile comprensione per molti ai quali è necessario aggiungere, come sempre succede, l’effetto tempo, ovvero quanto tempo impiega una banca per rientrare dei propri crediti. E qui entra in gioco la durata del portafoglio crediti legata al rischio di insolvenza della controparte; dalla durata dipendono la probabilità di rientrare dei crediti concessi ed il costo dei fondi sul mercato unitamente al valore delle garanzie prese come collaterali.

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QUOTE IN POLITICA: L’ITALIA FA MARCIA INDIETRO, L’EUROPA AVANZA DECISA

marzo 13, 2014

Mentre in Italia le quote di genere sono state bocciate dal Parlamento grazie a un voto segreto che ha garantito l’anonimato ai contrari per “opportunismo di poltrona”, nel resto d’Europa la “democrazia paritaria”, lungi dall’essere un oltraggio alla meritocrazia, rappresenta un obiettivo prioritario, da raggiungere anche e soprattutto con leggi ad hoc.
Parigi, Bruxelles e Madrid hanno stabilito norme sulla parità di genere nella presentazione delle liste. Nei Paesi scandinavi, ma anche in Germania e Regno Unito, la condizione è contenuta negli statuti dei partiti, ma si assiste comunque a un grande impegno della politica per garantire uguali condizioni di partecipazione.
Un paper della Banca d’Italia del 2013 fornisce un’indicazione di massima su quale sia la situazione in Europa. In Francia, Belgio e Spagna si è intervenuti con legge stabilendo quote riservate nelle elezioni e per la presentazione delle liste. In altri Paesi fra cui quelli scandinavi, ma anche Germania e Regno Unito, la questione è stata invece affrontata all’interno degli statuti dei singoli partiti politici.

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NOUY

IL CORAGGIO DELL’IMPOPOLARITÀ DI DANIÈLE NOUY

febbraio 17, 2014

di Valeria Ferrero e Valeria Gangemi

Uno dei tabù soprattutto italiani è il mondo bancario finanziario, non solo per la lenta ascesa delle donne nelle posizioni apicali, ma per la staticità di un mondo che vive di antichi privilegi, ancora poco incline al cambiamento e più interessato a mantenere posizioni di potere con la complicità di una classe politica debole e propensa a mantenere buoni rapporti con i salotti buoni. Da laiche, assistiamo con interesse e ammirazione alla rivoluzione della semplicità avviata da Papa Bergoglio, che parte e impatta con un’azione di riorganizzazione e trasparenza dello IOR, Banca vaticana nota non per i finanziamenti alle opere pie ma per i gravi scandali finanziari dell’ultimo ventennio.

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