Le Protagoniste

Tag: aborto

LA MAGGIORANZA DEGLI SPAGNOLI È CONTRO LE POLITICHE DELLA REAZIONE

febbraio 10, 2014

Di Ornella Del Guasto

Il vento della reazione soffia sulla Spagna scrive El Pais. Prima il tentativo del ministro della Giustizia Gallardon di introdurne il divieto dell’interruzione volontaria della maternità come libera decisione della donna, seguito dall’ultima nota del cardinale Antonio Mario Ruoco, al vertice della commissione permanente della Conferenza Episcopale, che insiste che la legge deve essere assolutamente restrittiva fino alla dichiarazione del cardinale spagnolo Fernando Sebastian, appena nominato, secondo cui l’omosessualità è una malattia che può e deve essere curata. Questi sentimenti però divergono molto dalla realtà. Un’indagine effettuata dall’agenzia Bendixen&Amandi per conto della catena nordamericana Univision tra 1000 cattolici spagnoli e i cattolici di 12 Paesi di Europa, America, Africa e Asia, ha registrato che in Spagna solo l’8% degli intervistati si è detto contrario all’aborto rispetto all’88% a favore, il 73% a favore del matrimonio dei sacerdoti e il 64% a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Una percentuale che arriva all’83% tra i giovani tra i 18 e i 34 anni. Meno favorevoli (il 46%)i cittadini di età superiore ai 55 anni. A livello mondiale il sondaggio Univision ha dato risultati diversi: il 66% mediamente è contro il matrimonio tra individui dello stesso sesso contro il 30% a favore perché africani e asiatici sono contrari rispettivamente al 99% e all’84%. Il 64% a favore degli spagnoli invece è di ben 26 punti superiore del 38% della media europea e con una percentuale dell’86% inoltre apprezza le aperture di Papa Francesco a discutere di questi argomenti spinosi.


Women pose with a banner that reads "El tren de la libertad" (the Freedom Train) as they prepare to leave from Gijon, northern Spain, to Madrid

CONTRO LA LEGGE SPAGNOLA ANTI-ABORTO SI MOBILITA L’EUROPA DELLE DONNE

febbraio 3, 2014

Era cominciata come un’iniziativa del cenacolo femminista ‘Les comadres y mujeres por la Igualidad’, le comari e donne per l’uguaglianza, di Pola de Laviana, un piccolo paese delle Asturie. È finita col diventare una mobilitazione nazionale, a Madrid, con 300 associazioni che hanno aderito al manifesto “per il diritto a decidere” e almeno diecimila manifestanti in piazza contro la ‘controriforma’ dell’aborto proposta nel dicembre scorso dal governo di Mariano Rajoy, per chiederne il ritiro e le dimissioni del promotore, il ministro della Giustizia Alberto Ruiz Gallardon.
Sul tam-tam rilanciato nei social network, sit-in di protesta e flash mob hanno preso vita da Londra a Bruxelles, da Amsterdam a Milano, da Roma a Firenze, davanti ambasciate e consolati spagnoli. Anche Parigi ha manifestato contro la legge che limita l’aborto. Al corteo erano presenti anche la leader del gruppo Femen, la ucraina Inna Shevchenko, e la candidata socialista a sindaco di Parigi, Anne Hidalgo. Il ‘treno della libertà’ – quello che portava appunto le esponenti del movimento dalle Asturie a Madrid – non è stato l’unico a calare sulla capitale, ma decine di vagoni e autobus sono giunti da numerose città spagnole carichi di manifestanti.

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FRANCIA: PROGETTO DI LEGGE SULL’UGUAGLIANZA UOMO-DONNA VICINO AL TRAGUARDO FINALE

gennaio 29, 2014

L’Assemblea Nazionale francese ha approvato, con 359 voti a favore, 24 contrari e 174 astenuti, il progetto di legge sull’eguaglianza uomo-donna, che era stato adottato in Senato lo scorso settembre, e che entro la prossima primavera sarà riesaminato in seconda lettura dal Senato, ultimo passaggio prima dell’entrata in vigore.
«Vogliamo mettere il nostro Paese su un cammino senza ritorno, quello dell’uguaglianza tra uomini e donne, senza la quale non è possibile una vera libertà», ha dichiarato dopo il voto Najat Vallaud-Belkace, la ministra dei Diritti delle donne che ha presentato e sostenuto un testo che ha suscitato non poche polemiche. Su tutte, le misure maggiormente controverse riguardano l’interruzione volontaria di gravidanza. In base alla legge sulla parità uomo-donna appena approvata, infatti, viene abolita la condizione di «detresse» (sconforto, grave difficoltà) perché la donna possa fare ricorso all’aborto, ed è stato respinto l’emendamento proposto da alcuni deputati dell’opposizione che mirava a sopprimere il rimborso da parte del servizio sanitario pubblico.
In realtà, al di là di questa disposizione che è stata al centro del dibattito, la nuova legge riunisce e presenta in modo organico una serie di disposizioni già presenti nella legislazione francese e contiene anche novità rilevanti e interessanti.
A partire dalle quote di genere.

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