Le Protagoniste

ATTUALITÁ

SI PUO’ ABBATTERE ANCHE L’ULTIMO STEREOTIPO

marzo 30, 2017

Di Valeria Ferrero & Valeria Gangemi
Quando eravamo piccole ci dicevano che certi lavori non erano per le donne. E bastava spostarsi in un paese vicino, possibilmente andando verso nord, per vedere che le donne erano alla guida dei bus cittadini e svolgevano già lavori “da uomo”. Poi è venuto il tempo del “no” a posti di sintesi perché non abbastanza assertive e determinate o perché erano richiesti trasferimenti e orari troppo impegnativi. E abbiamo scoperto invece che gli schemi sociali si basano su empatia, condivisione, capacità organizzativa e che la tecnologia ha ridotto tempi e distanze, peraltro con indubbi impatti positivi sui costi aziendali.

continua

GAP SALARIALE: GOLFO, PARLAMENTARI PROPONGANO LEGGE PARITA’ COME ISLANDA

marzo 29, 2017

“L’Islanda è il primo Paese al mondo dove entra in vigore una legge sulla parità salariale e chiedo a quel 31% di deputate e senatrici donne del nostro Parlamento di seguirne l’esempio e fare una proposta di legge in questa direzione”. Sono le dichiarazioni di Lella Golfo, Presidente della Fondazione Bellisario.
“La disparità salariale – spiega Golfo – è uno dei tanti ostacoli alla carriera delle donne e uno dei motivi per cui in molte abbandonano il lavoro. Una recente ricerca mostra che anche a livelli apicali le donne guadagnano la metà degli loro colleghi uomini. E alla base, fatto 100 lo stipendio di una lavoratrice, il collega uomo riceve 131 euro. È un divario inconcepibile e che non trova nessuna giustificazione tranne un mondo del lavoro “maschiocentrico”. Per questo invito le parlamentari italiane a farsi promotrici di una proposta di legge trasversale per abbattere un altro, odioso gap di genere”.


ISLANDA, È LEGGE L’UGUAGLIANZA DI PAGA TRA UOMINI E DONNE

marzo 29, 2017

Già da decenni all´avanguardia nelle politiche di gender equality, l’Islanda è da ieri il primo Paese al mondo dove è in vigore una legislazione che obbliga tutti i datori di lavoro privati e pubblici a provare che donne e uomini ricevono la stessa retribuzione a parità di qualifica. La legge, approvata poche settimane fa dal Parlamento, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ed è quindi operativa a tutti gli effetti. E non si tratta di raccomandazioni ma di un obbligo stringente sulla cui ottemperanza vigilerà la polizia, la tributaria e al limite anche lo Squadrone vichingo, il reparto scelto delle forze dell´ordine.

continua

LE 970MILA DONNE CHE RESISTONO

marzo 22, 2017

L’Istat ha diffuso nuovi numeri sull’occupazione, aggregando questa volta i dati per famiglia e restituendoci una spaccato drammatico. E l’idea di un’Italia in cui le donne portano sempre più il peso del carico familiare – anche dal punto di vista economico – viene confermata. Sono quasi un milione, infatti, i nuclei familiari dove le donne sono le uniche percettrici di reddito.
Sono diminuite di circa 30 mila unità in questi ultimi anni — erano infatti 1,012 milioni nel 2015 e 1,011 milioni nel 2014 — ed è probabile che siano diventate capofamiglia per effetto della perdita del posto di lavoro del coniuge, tagliato fuori dalla crisi occupazionale nel manifatturiero e nelle costruzioni. Per due terzi hanno figli e rappresentano soltanto le donne capofamiglia che vivono con il coniuge o il convivente. Se volessimo invece avere un numero sull’insieme delle donne breadwinner bisognerebbe sommare anche quelle che guidano una famiglia senza coniuge ma con figli a carico e le single.

continua

GIRLS IN MOTION

marzo 15, 2017

20 ragazze in viaggio da Milano a Napoli per raccontare la cultura tecnica al femminile
Un viaggio di 20 studentesse da Milano a Napoli per raccontare, con gli occhi di giovani ragazze, la cultura tecnica e specialistica al femminile.
È l’obiettivo di Girls in Motion, uno dei progetti della più ampia Campagna WIM – Women in Motion che nasce per incentivare la presenza delle donne nelle aree tecniche delle aziende, per abbattere gli stereotipi legati alla presenza femminile in ruoli considerati storicamente maschili e per far sì che sempre più donne scelgano scuole e università a indirizzo tecnico-scientifico. Il progetto è frutto della collaborazione fra FS Italiane, Fondazione Marisa Bellisario, Acea, Aidda, Amarelli, Ania, Enel, Eni, Poste Italiane, Rete Ferroviaria Italiana e Terna, ed è stato presentato il 14 Marzo, con la partecipazione della giornalista Maria Latella, nella sede della Fondazione Marisa Bellisario dalle Presidenti di importanti aziende e gruppi industriali italiani, che dal 2016 fanno parte di un network costituito per condividere esperienze, progetti e iniziative comuni: Pina Amarelli (Amarelli), Alessandra Oddi Baglioni (Aidda), Claudia Cattani (Rete Ferroviaria Italiana), Maria Bianca Farina (Ania), Gioia Ghezzi (Ferrovie dello Stato Italiane), Lella Golfo (Fondazione Marisa Bellisario), Patrizia Grieco (Enel), Emma Marcegaglia (Eni), Luisa Todini (Poste), Catia Tomasetti (Acea).

continua

UNIVERSITA’: ITALIA AL TERZULTIMO POSTO IN EUROPA PER PRESENZA DI DONNE

marzo 8, 2017

Nel giorno in cui più di tutti si parla di parità di genere, inevitabile fare un’analisi e un bilancio negli ambiti più disparati. E tra tanti dati noti, uno lascia un po’ sorpresi. La scuola, infatti, è notoriamente uno degli avamposti femminili, uno dei pochi ambiti in cui le donne hanno superato gli uomini, tanto da far parlare di “quote azzurre”. Eppure, ancora una volta non si sfugge alla regola aurea della disparità di genere: più sali i gradini della carriera, più la presenza femminile diventa come il fumo che si alza in cielo, diradandosi sempre più.

continua

OCCUPAZIONE FEMMINILE: CRESCE IL DIVARIO TRA NORD E SUD

marzo 6, 2017

Lo scrive Linda Laura Sabbadini oggi su La Stampa: le differenze di genere diminuiscono (per un aggravarsi della condizione maschile più che per un miglioramento di quella femminile) ma nel contempo aumentano le differenze tra donne. Una questione che abbiamo sempre segnalato, una piaga che da sempre affligge il nostro Paese e che la crisi ha acuito. Perché è davvero inaccettabile che il divario tra le donne del Sud e quelle del Nord sia così profondo e che niente sia riuscito negli anni a scalfirlo.
Nel 2008, per esempio, le giovani occupate tra i 25 e 34 anni erano il 73,7% del totale delle donne al Nord, la metà (37,7%) al Sud. Salendo di età (35-44), stessa storia: 76% le occupate al Nord contro il 41,5% del Mezzogiorno.

continua

LA FONDAZIONE BELLISARIO SCENDE IN CAMPO PER I TERREMOTATI

marzo 3, 2017

Sabato 4 Marzo l’inaugurazione degli arredi tecnologici per l’Istituto De Magistris di Caldarola, frutto della campagna di raccolta fondi
Dopo L’Aquila, la Fondazione Marisa Bellisario torna in campo per aiutare le popolazioni vittime del terremoto. E ancora una volta parte dai giovani, le vittime più inconsapevoli di una tragedia che rischia di deviare il corso del loro futuro.
“Rimanere in queste zone si può e si deve – dichiara Lella Golfo, Presidente della Fondazione Bellisario – ma perché avvenga c’è bisogno dell’aiuto di tutti. E noi siamo scese immediatamente in campo, lanciando tra le nostre associate una raccolta fondi. Sin da subito abbiamo pensato di destinarli a una scuola e abbiamo acquistato gli arredi super tecnologici per le aule dell’Istituto Comprensivo Simone De Magistris di Caldarola in provincia di Macerata”.

continua

AL TAGLIO DEL NASTRO LE MISURE PER FAMIGLIE E NATALITA’

marzo 2, 2017

Finalmente al taglio del nastro le due misure pensate per le famiglie e inserite nella legge di stabilità. Il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che regola il buono nidi da mille euro l’anno sta per essere pubblicato in Gazzetta ufficiale. Dal canto suo l’Inps ha pubblicato la circolare che regola il buono da 800 euro per le donne che stanno per avere un figlio. Lo stanziamento per aiutare neo mamme e neo papà è di “600 milioni di euro per il 2017 e 700 milioni a partire dal 2018”, dichiara il Ministro degli Affari regionali Enrico Costa, con delega alla Famiglia.Vediamo i contenuti.

continua

L’ESODO DELLE DONNE DALLA MAGISTRATURA: CAUSE ED EFFETTI DI UN’EMORRAGIA DA ARRESTARE

febbraio 28, 2017

Il sorpasso femminile nella magistratura è a rischio. E con le donne rischia di andarsene anche grande contributo che in termini qualitativi ha portato la loro sempre più massiccia presenza.
Iniziamo dai fatti: nell’ultimo biennio sono 56 le donne che hanno scelto di appendere la toga al chiodo prima dei 70 anni, la deadline stabilita da Renzi per la pensione, in ossequio al “ricambio generazionale”. In quattro casi la scelta è maturata addirittura tra i 52 e i 59 anni, più spesso (33 casi) tra i 60 e i 65 anni, mentre, per 19 di loro, si colloca tra i 66 e 69 anni. Né, a frenare l’esodo, è servito l’aumento (scontato) delle nomine femminili a incarichi direttivi e semidirettivi (rispettivamente il 25% e il 37% del totale, nel biennio): la prospettiva di una poltrona non sembra attirare particolarmente le donne né invogliarle a restare in servizio.

continua

100 FAVOLE, 100 DONNE STRAORDINARIE PER LE DONNE DI DOMANI

febbraio 28, 2017

cbde59ca-f8d5-49ce-ab29-78770ea4abb3Good Night Stories for Rebel Girls è il titolo della versione inglese, sbarcata in 12 Paesi. Esce ora anche in Italia Storie della buonanotte per bambine ribelli. Un progetto che è una fiaba già nella storia delle due protagoniste. Italianissime, Elena Favilli e Francesca Cavallo sono le co-fondatrici di Timbuktu Labs, una società che ha sede a San Francisco e ha pubblicato, tra le altre cose, Timbuktu Magazine, la prima rivista su iPad per bambini. Il libro in inglese viene lanciato con una campagna su Kickstarter, il sito per raccogliere fondi online. L’obiettivo era raccogliere 40 mila dollari (circa 35mila euro) per coprire le prime spese e pubblicare mille copie. In meno di un mese però la campagna raccoglie oltre 455mila dollari (circa 400mila euro) da oltre novemila persone: è il libro per bambini che ha ricevuto il maggior finanziamento da quando esiste Kickstarter.

continua

RINNOVI SOCIETA’ PUBBLICHE. LELLA GOLFO: ALLE DONNE RUOLO DI AD

febbraio 27, 2017

Roma, 27 feb – A breve, vanno a rinnovo CdA e collegi sindacali delle più importanti società pubbliche: da Poste a Eni, Enel, Leonardo-Finmeccanica, Terna, Acea, Ferrovie dello Stato Italiane, Invitalia, Rai, Anas, Enav. Un giro di poltrone di cui le donne “dovranno” esser parte attiva grazie alla Legge 120 che ha introdotto in Italia le quote di genere per le società quotate e partecipate e che riserva loro almeno un terzo dei posti.
“Faccio appello al Presidente Gentiloni, al Ministro Padoan e alla Ministra con delega alle Pari Opportunità Maria Elena Boschi”, dichiara Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario nonché prima firmataria della legge sulle quote.

continua

PAOLA, MORTA DI FATICA NEI CAMPI. UNA BATTAGLIA DA VINCERE SUBITO

febbraio 24, 2017

La storia di Paola è di quelle che pone tante domande. Perché mentre ci si batte per garantire il welfare aziendale, per risolvere il problema della conciliazione, per avere più donne ai vertici e più ragazze nelle materie STEM, per sconfiggere il gap salariale e di genere, leggere che ci sono ancora donne costrette a morire sui campi per poco più di due euro all’ora è un salto troppo arduo da compiere…

continua

DONNE NEI CDA DELLE CONTROLLATE PUBBLICHE: RAGGIUNTA QUOTA 29%

febbraio 17, 2017

Emilia Romagna al Regione più virtuosa con il 32,9%, fanalino di coda la Calabria con il 18,4%. Ma tra gli Amministratori Unici le donne restano 8.4%
Un successo davvero insperato! Che nelle società quotate si sia arrivati a quota 30%, è già un dato che ha stupito, anche i più favorevoli alle quote. Ma che lo stesso risultato (appena un 1% in meno) si potesse raggiungere anche nelle società controllate dalla Pubblica Amministrazione, è un risultato che va al di là di ogni più rosea aspettativa. In primo luogo perché nelle società a controllo pubblico, la legge è entrata in vigore più tardi (Febbraio 2013 contro Agosto 2012 delle società quotate) e pertanto più della metà delle controllate è ancora al primo rinnovo e pertanto avrebbe dovuto garantire per legge il 20% di donne. In secondo luogo perché sin dall’inizio era chiaro che i controlli e il monitoraggio sulle società pubbliche sarebbe stato molto più complesso e quindi le possibilità di “svicolare” certamente più ampie.
E invece no: le società a controllo pubblico si sono adeguate alla Legge Golfo sulle quote di genere prima e meglio anche di quanto prescritto.
Ancor più passando dalla media ai dati territoriali: 30,8% al Nord, 29,8% al centro e – purtroppo e inesorabilmente – appena 23% al Sud. D’altro canto, un Mezzogiorno indietro anni luce sull’occupazione femminile non poteva dimostrarsi all’avanguardia sul questo fronte….
In particolare, al Nord la presenza di donne negli organi collegiali è inferiore al 30% soltanto in Piemonte e in Trentino (rispettivamente 28,4% e 28,8%) mente la quota di un terzo è stata pressoché raggiunta da Emilia Romagna (32,9%) e Friuli Venezia Giulia (32,4%) ed addirittura superata dalla Valle D’Aosta (33,8%). Nell’ambito delle regioni del Centro le donne ricoprono un numero maggiore di cariche in Umbria (32,9%), mente nelle Marche, Regione con minore presenza femminile tra le regioni del Centro, solo una carica su quattro è riservata alle donne. Restano, invece, al di sotto di questa proporzione diverse regioni del Sud e delle Isole: Calabria (18,4%), Basilicata (19,3%), Sicilia (19,5%) e Campania (21,2%). L’Abruzzo, invece, brilla con una presenza femminile ben più elevata, pari al 31%.
Stessa situazione se si opera un’altra scorporazione tra consiglieri di Amministrazione e Sindaci (la legge riguarda entrambi. Nel complesso, infatti, in Italia le donne giungono a essere il 24,2% dei membri dei Consigli di Amministrazione ma le differenze restano marcate, anzi marcatissime: 17,5% al Sud contro il 26,3% del Nord e 26,1% del Centro.
Ultimo dato utile: attualmente sono dirette da un organo monocratico circa il 36% delle società pubbliche. Dei più di 1200 Amministratori Unici a capo di queste società, circa 100 sono donne, l’8,4% del totale. Sarà un caso o una scappatoia???


SMARTWORKING, L’ITALIA È ULTIMA IN EUROPA

febbraio 16, 2017

Indagine Eurofound-Ilo sul lavoro a distanza. Nella Ue media del 17% ma con forti differenziazioni tra i Paesi.
A rivelarlo è uno studio promosso da Eurofound e dall’Organizzazione Mondiale del Lavoro, che mette a confronto i Paesi dell’Unione Europea con altri Paesi nei quali lo smart-working è già molto diffuso, tra i quali gli Stati Uniti e il Giappone. Le percentuali di diffusione del lavoro a distanza affidato alle nuove tecnologie variano moltissimo, passando dal 2 al 40% dei lavoratori dipendenti. L’Europa si attesta su una media del 17%, con l’Italia fanalino di coda, preceduta da Grecia, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Portogallo e Germainia. In testa invece Danimarca (intorno al 37%), Svezia, Paesi Bassi, Regno Unito, Lussemburgo e Francia.
Un posizione stigmatizzata dalla ricerca, che ricorda le posizioni dei sindacati, includendosi le nostre confederazioni Cgil, Cisl e Uil: la flessibilità nel lavoro, la possibilità di potersi organizzare con orari non rigidi sicuramente favorisce la gestione della famiglia e le amicizie. Per l’Italia, un Paese che sta invecchiando rapidamente, si cita anche la necessità per molti lavoratori di prendersi cura dei genitori anziani. Una legge in effetti giace in Parlamento: è tra quelle che per il momento sono state “dimenticate” dopo le dimissioni di Renzi a favore di questioni ritenute più urgenti.
Del resto anche la media europea non è esaltante. È vero che si parla di un 17% di lavoratori a distanza però per il 10% si tratta di un’attività occasionale, che si alterna a quella tradizionale in ufficio. Solo il 3% lavora da casa, per il resto si tratta di smart-working su base regolare.

continua