Le Protagoniste

Monthly Archives: aprile 2017

L’EUROPA CHIAMA IL SOCIALE. GLI STATI RISPONDANO

aprile 27, 2017

È spesso accusata di tecnocrazia, di anteporre i numeri alle persone, i bilanci alle povertà, i conti alle famiglie. Ma spesso è anche vero che Ue e Bruxelles fungono da capro espiratorio di una mancanza di volontà politica da parte dei singoli Stati, che in materia di welfare hanno competenza pressoché esclusiva.
Adesso l’Europa ci prova, o meglio riprova, e oggi la Commissione fa un importante passo in avanti per l’istituzione di un pilastro europeo dei diritti sociali, con l’obiettivo di realizzare un’economia competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale. Il pilastro stabilisce 20 principi e diritti fondamentali per sostenere il buon funzionamento e l’equità dei mercati del lavoro e dei sistemi di protezione sociale. I principi e diritti sanciti dal pilastro sono articolati in tre categorie: pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque e protezione e inclusione sociali.

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ARABIA SAUDITA ELETTA NELLA COMMISSIONE ONU PER I DIRITTI DELLE DONNE. UNO SCANDALO O UN’OPPORTUNITÀ?

aprile 27, 2017

Ryad avrà, per i prossimi quattro anni, una rappresentanza tra i 45 membri della Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne (Uncsw), l’organismo Onu più impegnato nella lotta per l’uguaglianza di genere e l’avanzamento delle donne. Una decisione molto controversa stante la situazione in cui versa l’Arabia Saudita proprio sul fronte della parità di genere.

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LE AZIENDE E LA QUESTIONE DI GENERE: PROGRESSISTE O FARLOCCHE???

aprile 19, 2017

Il tema dell’uguaglianza di genere continua a essere oggetto di estrema confusione, soprattutto a livello economico. Sull’Harvard Business Revievh, Avivah Wittenberg-Cox fa una bella analisi del tessuto imprenditoriale americano, catalogando le imprese in base alla loro vera, presunta, falsa o nulla attenzione alle questioni di genere.
Il punto di partenza è che non si tratta di una “questione di donne” ma di benessere economico e sociale: le donne rappresentano un’opportunità e se non ci mettiamo d’accordo su questo, qualsiasi analisi perde senso. Assodato che avere vertici “misti” conviene, le ricerche dimostrano che le donne salgono i gradini della gerarchia solo se e quando il CEO si fa personalmente portavoce del loro empowerment. E chiariamo, il CEO in questione è anche e soprattutto un uomo. Perché un leader uomo a favore dell’equilibrio di genere in azienda risulta credibile e affidabile e le prime linee (maschili) scioglierannoi loro dubbi nel seguirne la linea progressista.

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