Le Protagoniste

Monthly Archives: novembre 2014

GERMANIA, DAL 2016 QUOTE DI GENERE PER I CONSIGLI DI SORVEGLIANZA DELLE QUOTATE

novembre 27, 2014

Alla fine l’accordo è arrivato, dopo mesi di negoziati piuttosto tesi tra le forze politiche che sostengono il Governo. A partire dal 2016 nei Consigli di Sorveglianza delle società tedesche quotate in borsa il 30% dei posti dovrà essere riservato a donne. Nelle aziende di grandezza media si applicherà un principio di “flessibilità”, stabilendo degli obiettivi caso per caso. «Questa decisione è un passo importante per l’uguaglianza tra i sessi e rappresenta un cambiamento storico nella cultura del mondo del lavoro», ha commentato la ministra della Famiglia Manuela Schwesig, una delle dirigenti in ascesa del partito socialdemocratico. Un po’ più freddina la Merkel, che non ha mai manifestato grande entusiasmo verso le quote (nonostante conti su un Governo con il 40% dei Ministri donne). «Abbiamo preso una decisione e la renderemo esecutiva. Non possiamo permetterci di trascurare il contributo delle donne», ha detto in Parlamento, annunciando che la legge verrà presentata l’11 dicembre.

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LE AFGANE ESCLUSE DAI NEGOZIATI DI PACE CON I TALEBANI

novembre 26, 2014

Di Ornella Del Guasto
Un rapporto dell’agenzia internazionale Oxfam, intitolato “Dietro le porte chiuse”, ha raccolto le proteste dell’élite femminile afgana che, come scrive International New York Times, lamenta come le donne siano sistematicamente escluse dai colloqui di pace con i talebani. Per questo, concretamente temono che i dirigenti governativi possano raggiungere un accordo con gli ultraconservatori religiosi che cancelli le conquiste che sono riuscite a realizzare fino ad oggi: “siamo sempre più preoccupate che i nostri politici siano disposti a barattare i diritti delle donne con la pace”. Infatti nell’High Peace Council, creato per i colloqui, siedono 11 talebani storici che hanno preteso la loro ’esclusione dai lavori. Non è possibile dimenticare che durante il Governo talebano, dal 1996 alla fine del 2001 quasi tutti i diritti delle donne furono revocati: non potevano lavorare, non potevano studiare e non potevano uscire di casa se non accompagnate dal marito o da un parente maschio stretto.

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ERDOGAN: «LE DONNE NON SONO UGUALI»

novembre 25, 2014

«Non esiste l’uguaglianza tra uomini e donne, piuttosto si può parlare di equivalenza». Non poteva essere più tempestivo il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. A ventiquattrore dalla giornata mondiale contro la violenza sulle donne, infatti, durante un convegno a Istanbul organizzato dal ministero della Famiglia e dall’Associazione Donne e Democrazia, Erdogan non ci ha pensato due volte a esternare la sua posizione piuttosto conservatrice e assai maschilista: «Gli uomini e le donne non possono ricoprire le stesse posizioni. Questo è contro natura perché sono diversi per indole e costituzione fisica. Per esempio — ha aggiunto — nel mondo del lavoro non si possono imporre le stesse condizioni a una donna incinta e a un uomo. Non si può dire a una donna: prendi una vanga e scava tutto il giorno». Occasione persa per il Presidente…per tacere ma anche per scagliarsi contro la violenza domestica che rimane una piaga endemica in Turchia: dal 2009 al 2012 sono state 666 le donne uccise da mariti e familiari e i reati di natura sessuale sono aumentati del 400% negli ultimi 10 anni.

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IL DISCORSO DI MARTINE REICHERTS, COMMISSARRIA EUROPEA ALLA GIUSTIZIA, DIRITTI FONDAMENTALI E CITTADINANZA

novembre 24, 2014

di Laura Micca
“Ad oggi, in ambito di parità di genere, molti progressi sono stati compiuti”. I nuovi modelli sociali si stanno allontanando da un modello interamente al maschile. Facendo alcuni esempi: le giovani donne continuano i propri studi e la propria formazione professionale per tempi più lunghi e stanno entrando nel mondo del lavoro in numerose, contribuendo così alla crescita e alla competitività economica dell’ intera Europa. Molti di questi cambiamenti sono il frutto di pressioni politiche e di regolamenti adottati dai vari Stati membri dell’ Unione europea.
Nel corso degli ultimi decenni la legislazione in ambito di parità di trattamento tra uomini e donne si è sviluppata in più settori contemporaneamente: si parla quindi, per esempio, di avanzamenti registrati nel mondo del lavoro, della ricerca, e della cooperazione allo sviluppo. Sono stati finanziati programmi di promozione dell’ uguaglianza di genere attraverso fondi strutturali e di investimento europei, cercando di creare una connessione tra Stati membri dell’ Unione europea, tra le rappresentazioni nazionali e tra le organizzazioni non governative (ONG).

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CRISTOFORETTI 6

SAMANTHA CRISTOFORETTI È IN ORBITA. “VI PORTO CON ME NELLO SPAZIO’”

novembre 24, 2014

L’astronauta italiana, Premio Bellisario 2014, è partita a bordo di una navetta Soyuz dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan per raggiungere la Stazione spaziale internazionale. Comincia così Futura, la missione dell’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea e la prima di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana.

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Sturgeon

UNA DONNA ALLA GUIDA DELLA SCOZIA

novembre 21, 2014

Nicola Sturgeon è la prima donna premier in Scozia. L’ex avvocato di 44 anni è stata eletta ieri dal Parlamento di Edimburgo con 66 voti a favore e 15 contrari con 39 astensioni e ha giurato come ‘first minister’, primo ministro di Scozia, in una cerimonia alla Court of Session, la corte suprema di Edimburgo.

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Luisa-Todini

LUISA TODINI LASCIA IL CDA RAI

novembre 20, 2014

Luisa Todini, consigliere Rai e presidente di Poste Italiane, lascia il posto nel Cda di viale Mazzini: si è dimessa seduta stante dopo l’approvazione a maggioranza dell’ordine del giorno che dà mandato al direttore generale del servizio pubblico, Luigi Gubitosi, di ricorrere contro il taglio di 150 milioni deciso dal governo nell’ambito della spending review. L’imprenditrice ha votato contro quell’ordine del giorno, insieme al consigliere Pilati. A favore hanno votato in sei, mentre si è astenuta Anna Maria Tarantola in quanto Presidente di garanzia della Rai.

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DONNE IN CDA: INDAGINE FONDAZIONE BELLISARIO, SALGONO DAL 5,9% AL 23% MA SOLO 3,2% HA DELEGHE

novembre 19, 2014

È stata una legge, quella sulle quote di genere nelle società quotate e controllate, a cambiare verso virando sul femminile, al sistema di governance italiano. Ma dopo la legge, come afferma Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario e teorica delle “quote” che hanno consentito l’ingresso di tante donne che, senza obbligo, sarebbero rimaste in panchina, ora bisogna cambiare la cultura e i comportamenti. “Matteo Renzi è un grande innovatore, ha capito per primo che bisognava puntare sulle donne – afferma la Golfo presentando in anteprima all’Agi i sorprendenti dati di bilancio a due anni dall’entrata in vigore della legge – sono sicura comunque che il nostro lavoro legislativo gli abbia facilitato il compito”.

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EUROPA: FARE DELL’ UGUAGLIANZA UNA REALTA’ SI PUO’. PROGRESSI LENTI, MA SICURI

novembre 17, 2014

di Laura Micca

Secondo la relazione annuale dell’ Unione europea, ad oggi, le disparità uomo- donna stanno diminuendo in Europa, ma i progressi sono lenti.
Si rilevano differenze persistenti fra i due sessi a livello di occupazione, retribuzione e rappresentazione mentre, in campo di violenza contro le donne, il problema rimane ancora grave.
Fare dell’ uguaglianza una realtà è possibile.L’ Unione europea si è impegnata nel favorire l’ uguaglianza uomo-donna entro il termine del 2015.

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DONNE SAUDITE, IL GAP DI GENERE PREOCCUPA IL RE

novembre 14, 2014

Per promuovere un maggior accesso a lavoro, investimenti e risparmi delle proprie cittadine, il Consiglio delle Camere di Commercio dell’Arabia Saudita ha deciso di organizzare dei “forum femminili”. La decisione parte da numeri pubblicati dal quotidiano Al-Madinah ed elaborati dal Ministero del Commercio e dell’Industria di Riad che fotografano una realtà ambivalente: se da un lato le donne saudite dispongono di averi personali, in liquidi, che indicano un notevole livello di agiatezza, dall’altro nelle loro mani c’è solo una piccola frazione del denaro depositato nelle banche. Il denaro intestato alle donne sui conti correnti delle banche commerciali dell’Arabia Saudita, infatti, ammonta all’equivalente di 100 miliardi di dollari: a prima vista una cifra ingente ma che rappresenta solo il 7,3% del valore complessivo dei depositi di tutti i cittadini del regno. Per gli analisti il motivo è che solo il 5,1% di loro è attiva sul mercato del lavoro mentre compongono nel complesso il 49,6% della popolazione. A rafforzare l’immagine di una debolezza economica di genere c’è il dato sugli investimenti: solo il 6% è gestito da donne. Per il regno wahabita è un motivo di preoccupazione in quanto re Abdallah, pur essendo il garante del wahabismo che si fonda sulla versione più tradizionale del Corano che limita il ruolo delle donne, percepisce la necessità di un maggior coinvolgimento delle donne nel sistema produttivo. Da qui la decisione del Consiglio delle Camere di Commercio di organizzare dei “forum femminili” per promuovere un maggior accesso a lavoro, investimenti e risparmi delle cittadine dell’Arabia Saudita.
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LEGGE STABILITA’: DUE EMENDAMENTI IN QUOTE DONNE

novembre 13, 2014

Due emendamenti alla legge di stabilità in “quota donne” sono stati presentati ieri dalla deputata di Forza Italia Elena Centemero, membro della Commissione Equality and Non Discrimination del Consiglio d’Europa.
La prima proposta emendativa incrementa di 2 milioni e mezzo di euro le risorse per i progetti legati ai percorsi formativi ‘Donna, politica ed istituzioni’ promossi dal Dipartimento per le Pari Opportunità, in collaborazione con il Miur e la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, e volti a diffondere la cultura di genere e delle pari opportunità. La seconda, potenzia le forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli attraverso il rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza. A tal fine sono previsti 8,41 milioni di euro per il 2015, 12 milioni per il 2016 e 16 milioni per il 2017. Per entrambe le proposte sono individuate solide coperture finanziarie.


UGUAGLIANZA DI GENERE: PROGRESSI COSTANTI SU IMPULSO DELL’ UNIONE EUROPEA

novembre 13, 2014

di Laura Micca
Nel 2013 è continuata l’azione della Commissione europea volta a migliorare la parità tra donne e uomini. Grazie a misure per colmare il divario di genere occupazionale, retributivo e pensionistico, combattere la violenza e promuovere la parità nel processo decisionale, alcuni passi avanti sono stati registrati. Il divario retributivo di genere va concretamente riducendosi e aumenta il numero di donne ai vertici aziendali. Molto resta ancora da fare: al ritmo attuale ci vorranno circa 30 anni per raggiungere l’ obiettivo europeo del 75% di donne occupate, 70 anni affinché la parità retributiva diventi realtà e 20 anni per una pari rappresentanza nei parlamenti nazionali.

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INTESA STANZIA 600 MILIONI PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE

novembre 12, 2014

Un finanziamento ritagliato su misura per le donne che fanno impresa. Si chiama «Business Gemma» ed è lo strumento prescelto da Intesa Sanpaolo per aderire al Protocollo di intesa tra Abi, governo e associazioni di categoria a sostegno dell’imprenditoria femminile. La banca ha previsto un plafond di 600 milioni per le richieste che perverranno nelle filiali del gruppo entro il 31 dicembre 2015. Alla scadenza del Protocollo la misura resterà parte del ventaglio di offerte.

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STERILIZZAZIONE DI MASSA: STRAGE DI DONNE IN INDIA

novembre 12, 2014

La morte di 11 donne durante una campagna governativa anti fertilità in Chhattisgarh, piccolo e povero stato dell’India centrale, risveglia l’attenzione sul metodo più popolare di controllo delle nascite in India: la sterilizzazione di massa.
Negli Anni Settanta la lady di ferro Indira Gandhi aveva obbligato la sterilizzazione a tappeto delle classi più povere con l’imposizione delle leggi di emergenza. Secondo stime del 2013 e 2014, le sterilizzazioni sono state quattro milioni.

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IL MENTORATO CONTRO IL TETTO DI CRISTALLO

novembre 12, 2014

di Ornella Del Guasto

Jean Louis Chaussade, direttore generale di Suez-Ambiente ha illustrato un bilancio dell’Istitut Montaigne su 10 anni di politica della diversità che dimostra come in questo arco di tempo le imprese che hanno firmato la carta della diversità e contro la discriminazione siano passate da 300 a 3400. Le Monde ha sottolineato però come le cifre rivelino anche la diversità dei salari: una persona su 4 ha infatti dichiarato di aver subito discriminazioni salariali nel corso della sua carriera. Per questo Ingrid Bianchi, direttore del gabinetto Diversity Source Manager fondato nel 2003, ha ricevuto il sostegno di PWN (Professional Women’s Network) per mettere in piedi un programma di “mentorato” che aiuti le giovani donne di etnie diverse sia nella progressione della carriera sia nell’apprendere i codici culturali e sociali dell’impresa in cui lavorano.

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