Le Protagoniste

Monthly Archives: febbraio 2014

PROGETTODONNA ENM, AL VIA CORSI DI FORMAZIONE PER MICROIMPRESA

febbraio 27, 2014

Nell’ambito del Progetto MicrocreditoDonna dell’Ente Nazionale per il Microcredito, in partnership con la BCC Roma, è stato realizzato un programma di formazione per l’orientamento all’impresa. La formazione, destinata a 300 aspiranti imprenditrici residenti nella Regione Lazio, verrà svolta in una sessione di 4 ore, presso la Sala Conferenze della BCC Roma.

Il corso è finalizzato alla diffusione della cultura d’impresa. Inoltre costituisce titolo di merito a quante faranno richiesta di microcredito al Fondo che l’Ente Nazionale per il Microcredito costituirà a breve nella Regione Lazio.

Saranno ammesse alla frequenza le prime trecento che si iscriveranno compilando il form apposito sul sito www.microcreditodonna.it nella sezione progetti di formazione. L’iscrizione è valida solo se si compila il form.


ISTAT: LE DONNE VALGONO LA METÀ DEGLI UOMINI

febbraio 24, 2014

Ogni giorno abbiamo sotto mano nuove statistiche che fotografano da varie angolazioni il gap tra uomini e donne, dando sostanza e concretezza a quella democrazia dimezzata ancora lungi dall’essere estirpata. L’ultimo dato è dei più autorevoli e viene da una ricerca che l’Istat ha condotto nell’ambito di un progetto Ocse. L’obiettivo era misurare il capitale umano nei singoli Paesi per comparare il livello di sostenibilità dei diversi sistemi di welfare. Ebbene, il capitale umano di ciascun italiano, ovvero la capacità media di ogni connazionale di generare reddito, equivarrebbe a circa 342mila euro, con una sostanziale differenza tra donne e uomini. Il dato medio riferito ai maschi è di 435 mila contro 231 mila delle donne, quasi il doppio quindi.
“Il differenziale è da mettersi in relazione alle differenze di remunerazione esistenti tra uomini e donne, ma anche al minor numero di donne che lavorano – spiega l’Istat – e al minor numero di anni lavorati in media nell’arco della loro vita”. Ovviamente molto dipende dalla nozione di capitale umano che si fa propria e in questo caso avendo l’Ocse adottato quella che gli statistici chiamano l’approccio Jorgenson-Fraumeni si opera sostanzialmente su due parametri: il livello di istruzione e il reddito percepito. E sappiamo bene come entrambi gli indicatori giochino — assieme al sostanziale monopolio «rosa» del lavoro domestico — «contro» le donne. E infatti, sempre a detta dell’Istat, “poiché le donne prevalgono di gran lunga nel lavoro domestico”, le differenze di genere si riducono sommando alle attività professionali tradizionali quelle di lavoro domestico: un calcolo più equo che porta le donne a un valore pro-capite di 431mila euro (+12,3% rispetto ai maschi).
In sostanza, si fotografa e si dà un numero ben preciso alla disparità di genere, confermando come le donne “producano” sostanzialmente di più ma come il loro lavoro venga riconosciuto, socialmente ed economicamente, esattamente la metà. E che a dirlo, numeri alla mano, siano Istat e Ocse non dovrebbe solo far riflettere ma passare all’azione con politiche concrete.

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LE START UP A VOCAZIONE SOCIALE: UN NUOVO MODO DI FARE IMPRESA AL FEMMINILE

febbraio 24, 2014

di Antonella Bompensa

Una frontiera interessante, per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile, è quella prospettata dall’introduzione delle norme, relative al finanziamento dell’impresa a vocazione sociale, contenute nel Decreto Crescita bis e nel successivo Regolamento della Consob, che hanno introdotto in Italia l’equity-crowdfunding per le start up innovative a vocazione sociale.
Sono start up innovative a vocazione sociale quelle che si occupano di assistenza sociale e socio-sanitaria, anche resi da enti (consorzi o cooperative), composti, come numero di aderenti, in misura superiore al 70% da organizzazioni che esercitano un’impresa sociale. Si pensi alle cooperative, spesso costituite per la gestione dei servizi di assistenza anziani e bambini.
Altro esempio di impresa a vocazione sociale è quella impegnata nell’educazione, istruzione e formazione (compresa quella universitaria e post – universitaria e quella extra – scolastica). Queste tipologie di imprese potrebbero contribuire a mettere in atto i programmi di formazione continua finalizzati, ad esempio, al ricollocamento lavorativo dei cittadini, colpiti dalle misure di riduzione del personale delle aziende.
La vocazione sociale, infine, guarda all’ambiente e al territorio ovvero, alla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema ed alla valorizzazione del patrimonio culturale, alla ricerca ed erogazione di servizi culturali ed al turismo sociale. Il territorio Italiano, da questo punto di vista, potrebbe essere fonte di ispirazione di imprese in fase di costituzione.
In attesa delle piattaforme approvate da Consob (equity based), il segmento dei progetti pubblici e sociali, definito “civic crowdfunding”, è già ampiamente attivo sui siti di crowfunding (social lending). I progetti di utilità sociale afferenti al terzo settore sono relative all’ambiente, alla solidarietà, agli spazi urbani, ai servizi al cittadino ed alla comunità, alla beneficenza vera e propria. Nella classifica generale del crowdfunding, secondo la piattaforma DeRev, le “Social Causes” sono la categoria che vanta il miglior risultato effettivo, con il 27,4% dei progetti finanziati con le donazioni degli utenti.
A riprova dell’importanza del terzo settore per lo sviluppo dell’imprenditorialità e dell’occupazione femminile si ricorda la ricerca di Unioncamere “Sistema informativo Excelsior”dedicato alle Imprese Sociali effettuato per il 2012. Le donne vengono mediamente preferite (29%) rispetto agli uomini (5%) nel processo di assunzione (non stagionale). In termini di distribuzione rispetto ai singoli sottosettori, sempre considerando lo stesso report Unioncamere, la distribuzione rispetto ai generi evidenzia la preponderanza del genere femminile nell’istruzione e nell’assistenza sociale.


Somayya-jabarti

A.SAUDITA: PRIMO DIRETTORE DONNA DI UN QUOTIDIANO

febbraio 21, 2014

L’ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma ha diffuso un comunicato per annunciare la nomina di Somayya Jabarti a direttore di ‘Saudi Gazzette’, uno dei due principali quotidiani pubblicati in lingua inglese nell’ultraconservatore regno del Golfo, nato a Gedda dal ‘76 e con una tiratura di 50mila copie al giorno. “Una breccia è stata aperta, speriamo diventi una porta”, ha commentato la diretta interessata, la prima giornalista donna divenuta direttore di una testata in Arabia Saudita.

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L’OPPORTUNITÀ DEL MICROCREDITO

febbraio 21, 2014

di Valeria Ferrero e Valeria Gangemi

ll 30 maggio 1998 , dopo un lungo periodo di lavoro portato avanti dalla passione e dall’impegno di un gruppo di volontari, a Padova un’assemblea sancì la nascita della Banca Popolare Etica. Dopo anni di sforzi, i volontari fondatori erano riusciti a raccogliere il capitale sociale necessario per ottenere l’autorizzazione Bankitalia alla costituzione di una Banca. Dopo 15 anni, Banca Etica è una realtà non trascurabile con un miliardo di impieghi e una capillare presenza sul territorio ma, soprattutto, è uno di quei pochi punti di luce che impediscono alla speranza di spegnersi. Uno dei progetti che vengono finanziati da Banca Etica é Pangea, una Onlus che si adopera per il riscatto delle donne in Italia, India e Afghanistan attraverso la concessione di microcrediti.
Scriviamo di questo perché sulle colonne de Le Protagoniste avete da subito avuto informazioni e dettagli sul Fondo di Garanzia a sostegno dell’imprenditoria femminile e sul crowdfunding. I mercati finanziari, e soprattutto il sistema bancario sono da tempo orientati alla disintermediazione dettate dal contesto economico e rese necessarie dalle evoluzioni dei regolatori nazionali ed europei. Il microcredito non rappresenta ovviamente una proposta d’interesse per donne imprenditrici o per le donne che puntano a diventare CEO di grandi corporation ma – fatte le debite proporzioni – rappresenta uno strumento importante per il riscatto di donne che realizzano salti sociali altrettanto e forse anche più straordinari con un coraggio e un impegno commoventi.

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Milano, arrivano le “Donne ad alta quota”. Lella Golfo: “Una lobby del merito”

febbraio 20, 2014

da Affaritlaiani.it – Andrea Bufo
Donne tenaci, intraprendenti, brillanti, intelligenti, di successo. Sono quelle premiate dalla Fondazione Marisa Bellisario, nata da un’idea di Lella Golfo in memoria della prima donna manager che l’Italia ricordi. E che, per festeggiare i ‘primi’ 25 anni dalla nascita della fondazione, arriva a Milano la mostra ‘Donne ad alta quota’
Donne tenaci, intraprendenti, brillanti, intelligenti, di successo. La Fondazione Marisa Bellisario, nata da un’idea di Lella Golfo in memoria della prima donna manager che l’Italia ricordi, le premia dall’89. E oggi, per festeggiare i ‘primi’ 25 anni dalla nascita della fondazione, arriva a Milano, a Palazzo Reale, dopo la tappa romana, la mostra ‘Donne ad alta quota” che sarà aperta gratuitamente fino al 9 marzo.

L’esposizione, presentata da Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale, insieme a Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura, Lella Golfo, Presidente della Fondazione Bellisario e curatrice dell’esposizione e da Stefano Lucchini, Direttore Relazioni internazionali e Comunicazione Eni e Consigliere Delegato Centro studi Assolombarda, riguarda ‘la memoria e il futuro dell’Italia’. La presenza di Lucchini è significativa: e’ uno dei due uomini, nella storia del premio, ad aver ricevuto il riconoscimento della ‘Mela d’Oro’.

“E’ sempre stato accanto alla nostra Fondazione – ha sottolineato Golfo – . Lui c’è sempre. L’altro premiato fu Antonio Catricala’ che mi e’ stato di aiuto per la legge delle quote di genere” quella n.120 del 2011 “una legge epocale, la più’ avanzata d’Europa, che ha iniziato a incidere nell’economia del paese. A quei tempi nei cda sedevano solo il 5,6% di donne, dopo qualche anno dalla legge la percentuale e’ salita al 17,4%”.

“E in futuro – azzarda Lella Golfo – speriamo di poter aprire una sezione anche agli uomini. Se lo meritano, perché’ no?” Per adesso pero’ il premio e’ rivolto al talento femminile, come e’ evidente nella mostra, patrocinata dal Presidente della Repubblica, promossa dal Comune di Milano e Palazzo Reale, che ospita foto, immagini, riconoscimenti, materiali d’archivio che raccontano l’impegno della Fondazione: “una lobby del merito” come la definisce la sua presidente. La mostra si snoda in cinque sezioni e un primo suggerimento per i visitatori arriva da Stefano Lucchini (in foto a destra)

“All’interno del percorso, che e’ veramente molto affascinante, troverete anche un settore per le giovani – spiega – . L’impegno che la fondazione ha sempre avuto verso i giovani con l’idea di spronarli, premiando le eccellenze e i talenti, e’ uno dei grandi esempi. Troverete una carrellata di donne straordinarie, ce ne sono tante, ma ne vorrei ricordare una e invito tutti a fermarsi davanti alla sua ‘storia’. Il premio si decise di darlo nel ’93 per ricordare Francesca Morvillo Falcone. Milano e’ una delle città’ che ha avuto piu’ attenzione per questo tema, con grande sensibilità’. Inviterei tutti a soffermarsi a lungo davanti al quadro della Morvillo Falcone per tutto quello che può’ significare”. Ad accogliere i visitatori nella prima sala c’e’ una video-intervista della Golfo, foto di momenti importanti, dagli incontri istituzionali con il Santo Padre, Presidenti della Repubblica e del Consiglio e ambasciatori, e materiali d’archivio inediti raccontano la storia della Fondazione. Dai convegni, alle ricerche; dagli appelli ai corsi di formazione; dalle pubblicazioni fino alla legge che introduce le quote di genere nelle società’ quotate e controllate. La seconda sezione e’ dedicata a Marisa Bellisario. Le foto, le onorificenze e i premi ricevuti nel corso della sua breve ma intensa vita raccontano la prima manager donna di un’azienda pubblica italiana (Italtel), prima icona ed esempio di leadership femminile. Poi c’e’ spazio per le missioni internazionali – dall’India alla Palestina, dall’Afghanistan al Rwanda – promosse per aiutare le donne meno fortunate attraverso’ iniziative di solidarietà’ e formazione.

E ancora una sezione dedicata al seminario Donna Economia e Potere, la “Cernobbio delle Donne” arrivata alla XIV Edizione, che ogni anno raduna centinaia di imprenditrici, manager e professioniste per approfondire i temi dell’attualità’ economica e politica. La quinta sezione mostra le autentiche protagoniste della Mostra: oltre 400 Mele d’Oro, simboli di coraggio, intraprendenza, intelligenza creativa, determinazione per una vera e propria “Esposizione del talento e delle virtu’ femminili”. Dalle ‘regine’ indiscusse della moda italiana come Alberta Ferretti, Angela Missoni, Carla Fendi, Imelde Bronzieri e Nicoletta Spagnoli, a manager e professioniste del calibro di Diana Bracco, Caterina Caselli, Beatrice Trussardi, Livia Pomodoro, Donatella Treu, Franca Coin, sono tantissime le eccellenze femminile che raccontano – con foto, filmati, oggetti personali e manufatti – se stesse e le ragioni del proprio successo. E poi ancora i pannelli dedicati alle Ministre della Repubblica che hanno ricevuto la Mela d’Oro e uno spazio riservato ai giovani talenti “scoperti” dalla Fondazione e alle neolaureate con il massimo dei voti in materie scientifiche, premiate nel corso degli anni.
Leggi l’articolo su http://www.affaritaliani.it/sociale/donne-ad-alta-fondazione-bellisario190214.html


NOUY

IL CORAGGIO DELL’IMPOPOLARITÀ DI DANIÈLE NOUY

febbraio 17, 2014

di Valeria Ferrero e Valeria Gangemi

Uno dei tabù soprattutto italiani è il mondo bancario finanziario, non solo per la lenta ascesa delle donne nelle posizioni apicali, ma per la staticità di un mondo che vive di antichi privilegi, ancora poco incline al cambiamento e più interessato a mantenere posizioni di potere con la complicità di una classe politica debole e propensa a mantenere buoni rapporti con i salotti buoni. Da laiche, assistiamo con interesse e ammirazione alla rivoluzione della semplicità avviata da Papa Bergoglio, che parte e impatta con un’azione di riorganizzazione e trasparenza dello IOR, Banca vaticana nota non per i finanziamenti alle opere pie ma per i gravi scandali finanziari dell’ultimo ventennio.

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IL FEMMINISMO DI ABE RICHIEDE UN CAMBIAMENTO RIVOLUZIONARIO

febbraio 14, 2014

di Ornella Del Guasto

La forza lavoro femminile giapponese è la risorsa più sottoutilizzata. Ne è convinto il premier Shinzo Abe e lo ha detto ufficialmente a Davos al World Economic Forum il mese scorso, affermando che la produzione del Giappone aumenterebbe del 16% se le donne lavorassero quanto gli uomini. Financial Times rammenta le sue parole: “sono determinato a incoraggiarle a rompere il tetto di cristallo e mi impegnerò a preparare l’architettura perché questo avvenga”. Poiché l’età della popolazione giapponese invecchia di pari passo con il calo demografico, gli anziani che dirigono il Paese si sono ormai resi conto di aver più bisogno delle donne di quanto avessero ritenuto.

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VIOLENZA. ‘ONE BILLION RISING’: LE DONNE BALLANO IN 115 CITTÀ

febbraio 13, 2014

Il 14 febbraio torna nelle piazze italiane “One billion rising”, il flash mob per ricordare che nel mondo una donna su tre subisce violenza nel corso della vita: quanto fa a livello globale? Un miliardo. Un miliardo di donne costrette a subire abusi e maltrattamenti.
L’idea, nata un anno fa, è della drammaturga e attivista femminista Eve Ensler e già l’anno scorso aveva coinvolto donne e uomini di 207 Paesi in più di 10 mila eventi in tutto il mondo. Anche quest’anno sono moltissime le iniziative lungo tutto la penisola: più di 150 eventi già previsti in 115 città. Filo conduttore della seconda edizione è la giustizia perché, come ha dichiarato Eve Ensler, “senza affrontare il tema dell’ingiustizia, la battaglia contro la violenza non può essere vinta”. “One billion rising” respinge una visione della donna vittima, favorendo, invece, un momento di denuncia, di lotta e affermazione positiva dei diritti delle donne.

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AFGHANISTAN, PROTESTA DONNE CONTRO LEGGE CHE DIFENDE AUTORI VIOLENZA

febbraio 13, 2014

Donne in protesta nelle strade di Kabul, in Afghanistan, contro la legge accusata di limitare gravemente l’accesso alla giustizia per le vittime di abusi domestici. Il Parlamento ha di recente passato un nuovo codice di procedura penale che impedisce ai parenti dal testimoniare contro gli autori della violenza di genere. La misura, che è in attesa di essere firmata dal presidente Hamid Karzai, ha destato preoccupazione in tutto il mondo, tra cui organizzazioni per i diritti umani, Usa e Unione europea. Gli esperti ritengono che avrà effetti gravemente limitanti nella persecuzione di chi commette violenza contro le Donne, perché spesso i parenti sono gli unici testimoni. Secondo l’attivista Fatana Gailani sarà un duro colpo per la vita delle Donne. Il corteo di Kabul, cui hanno partecipato circa cento dimostranti, era scandito da slogan come “Basta violenza” e “Giustizia, giustizia”.


JANET YELLEN HA VINTO IL PRIMO ROUND

febbraio 13, 2014

di Ornella del Guasto

Secondo la stampa americana la nuova governatrice della Federal Reserve, Janet Yellen, ha dato un’impressione favorevole nell‘audizione davanti al Congresso che l’aveva accolta con i fucili puntati. Yellen ha rassicurato i parlamentari sulla continuazione della politica di Bernanke, che ha appena terminato i suoi 8 anni a capo della Banca centrale, e cioè anche in futuro la prosecuzione della graduale riduzione degli acquisti di titoli sul mercato nonostante a dicembre siano stati deludenti i dati sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Solo un deciso peggioramento delle condizioni economiche, ha precisato la Yellen, potrebbe spingere la Fed a cambiare rotta. I tassi a breve resteranno a zero ancora a lungo. Il mercato del lavoro USA rimane però molto precario ma l’analisi rassicurante della Yellen al momento è piaciuto alle borse che hanno reagito con forti rialzi. I mercati d’altra parte vivono alla giornata e hanno dato fiducia alla nuova Governatrice, convinta che l’economia americana sia al riparo dalle tempeste internazionali e che una maggiore prudenza monetaria della Fed non danneggerà le economie emergenti.


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ISTITUTO PIEPOLI: 65% ITALIANI VOTEREBBE PARTITO “AL FEMMINILE”

febbraio 12, 2014

Il 65% degli italiani sarebbe propenso a votare un partito “al femminile”, il 24% contrario e l`11% sta ancora cercando di raccogliere informazioni per avere un`opinione assestata. E’ quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli, secondo cui “dalla propensione al voto possiamo ricavare un bacino elettorale potenziale superiore al 30% che rappresenta un risultato veramente significativo”.

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GRAN BRETAGNA: SENZA DONNE CAMERON COMBATTE UNA GUERRA PERDUTA

febbraio 12, 2014

di Ornella Del Guasto

Se i bianchi fossero stati i soli elettori nelle presidenziali americane del 2012, Mitt Romney avrebbe vinto a valanga. Invece ha vinto Obama, simbolo di modernità, e Romney penalizzato dalla diffusa percezione che i repubblicani erano diventati fuori moda e demograficamente superati. Questa analisi, sostiene Financial Times, dovrebbe servire di ammonimento a David Cameron e al partito dei Tories che appaiono così old fashioned nel confronto con i laburisti del giovane Ed Miliband.

Il punto debole del partito Conservatore è la mancanza di appeal che esercita sulle donne. “Cameron ha un problema femminile” è opinione diffusa, nonostante sotto la sua leadership le donne nella direzione del partito siano passate da 17 a 48. Invano il Premier nei sui discorsi in continuazione rammenta come i Tories abbiano prodotto una figura grandissima come Margaret Thatcher (anche se lei non sia stata davvero un campione di femminismo dato che in 11 anni del suo mandato promosse una sola donna nel suo Gabinetto).

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RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA: COSA CAMBIA

febbraio 10, 2014

di Pamela Paparoni

E’ entrata in vigore il 7 febbraio la riforma del diritto di famiglia contenuta nel decreto legislativo 154 firmato dal Capo della Stato a fine dicembre che riordina, cancella norme obsolete e sancisce concetti innovativi. Si tratta di una tappa fondamentale dopo il divorzio, la grande riforma del 1975 e la riforma delle adozioni, resasi necessaria dal mutamento della realtà, anche se molti principi contenuti nel nuovo diritto di famiglia sono già entrati nella prassi consolidata dei tribunali o imposta dalla normativa europea.

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REICHILN

IPOTESI REICHLIN PER LA BANCA D’INGHILTERRA

febbraio 10, 2014

Una donna, italiana per giunta, alla guida della Banca d’Inghilterra? Se a ventilare l’ipotesi è il Time, qualche fondamento deve esserci. Secondo il giornale britannico, infatti, Lucrezia Reichlin, economista italiana molto nota in Europa e ancora più affermata a Londra, sarebbe nella top shortlist dei candidati per il ruolo di Vice Governatore della Bank of England, con responsabilità sulla politica sui tassi, al fianco del governatore Mark Carney.
La procedura prevede che il candidato faccia un passo avanti e la scadenza per la “application” è questione di ore, poi partirà il processo di selezione che dovrebbe concludersi entro due mesi con la decisione del Ministro dell’Economia George Osborne. Della partita, oltre l’economista italiana, sarebbero il capo economista della Banca d’Inghilterra, Spencer Dale, e tre donne: Kate Barker già membro del Comitato di politica monetaria della BoE; Sue Owen, economista a lungo al Tesoro e attualmente presso il Ministero della Cultura; Sharon Bowles, eurodeputato del partito Liberaldemocratico. A riprova dell’intenzione più volte palesata dai vertici della banca inglese di ringiovanire e innovare quello tanti chiamano un “gentlemen’s club”, un circolo di soli uomini, che ormai ha fatto il suo tempo.
Docente alla London Business School, già direttore della ricerca della Banca centrale europea, rispetto alla sua candidatura, la Reichlin mantiene un aplomb molto british: “il mio interesse prioritario è lo sviluppo del progetto europeo – dichiara – e in questo contesto anche il destino dell’Italia, ma è evidente che si tratta di una posizione di grandissimo prestigio per un banchiere centrale”. Un commento che lascia aperto ogni scenario e non chiarisce se la Reichlin abbia davvero deciso di correre la partita per il posto numero due della Bank of England. Intanto i bookmakers non le offrono troppe possibilità: la sua candidatura è quotata 10 a 1, e in quanto tale è ritenuta improbabile.
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