Il bridge fa bene. “Fa lavorare i neutroni” , sostiene Antoine Bernheim presidente di Assicurazioni Generali (83 anni). Certo aiuta a fare carriera in azienda, tanto che si ritiene che il bridge selezioni i migliori Ceo. I cacciatori di teste ritengono che il gioco è formativo perché abitua a pensare , esercita la logica , la capacità di analisi e di sintesi , la deduzione, e insegna il lavoro di gruppo . Soprattutto permette di conoscere le persone , di osservare le loro reazioni e prevedere le prossime mosse . Non per niente il gotha dell’economia mondiale è da tempo seduto al tavolo del bridge : Bill Gates, James Cayne ceo di Bear Stearns e Warren Buffett.
Dopo le università di Danimarca, Olanda e Svezia anche la Sapienza di Roma ha deciso di insegnare questa disciplina che pare sviluppi capacità strategiche e insegni a gestire il rischio. L’imprenditore farmaceutico Francesco Angelini e l’imprenditrice del caffè Maria Teresa Lavazza governano il bridge italiano a squadre e hanno trasformato la competizione nazionale in una gara a due. Il campionato italiano lo dimostra : Lavazza ha 11 titoli e Angelini ne ha conquistati 6 . E’ dal 1995 che si passano la palma : a ogni edizione vinta da Angelini ne corrispondevano tre dominate dalla signora. Indietro..
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MARIA TERESA LAVAZZA GUIDA LA SFIDA DEL BRIDGE |
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