Fino a poco tempo fa il progetto di Unione Mediterranea  proposto da Nicolas Sarkozy  e dal suo stratega  Henri Guaino   aveva  suscitato più critiche e  che consensi . Da 20 anni il Mediterraneo è stato emarginato  dalla spinta degli interessi  economici culturali e politici di governi e imprese che, dopo la caduta  del muro di Berlino, sono stati rivolti verso Est : i Balcani, la Russia,  i Paesi  dell’ex  Blocco sovietici, la Cina.  Invece  da qualche mese,  è tornato i cima ai progetti  politici europei, superando la resistenza dei Paesi nordeuropei,  e soprattutto dei tedeschi  che sono riusciti ad ottenere che l’idea non fosse  appannaggio solo dei paesi che si affacciano sulle rive del Mediterraneo. In effetti l’Unione Mediterranea era

nata gravata del peccato originale  e cioè concepita dalla  Francia  senza la Germania  ( il primo progetto infatti  prevedeva la partecipazione dei soli paesi rivieraschi), un’operazione che ha fatto infuriare Angela Merkel convinta che la Francia  fosse soprattutto ansiosa  di riaffermare sé stessa. Per convincere i riluttanti partner europei sono allora scesi in piazza  i grandi funzionari della diplomazia francese  che hanno contribuito a riportare il progetto entro  le dimensioni del reale aprendola a  tutti   e legandola a  progetti concreti. In questo nuovo spirito il  13 luglio  si sono riuniti a Parigi, per un giorno capitale d’Europa e del  Mediterraneo,  42  capi di Stato e di Governo, i  17  degli Stati che si affacciano sul mare  e i 27 dell’Unione Europea, per fondare  un’Unione mediterranea , che sarà un grandioso piano di cooperazione   tra la riva Nord e la riva Sud  , rappresentate da due co-presidenti, inizialmente Francia ed Egitto,  con lo scopo di dare il via  a una raffica di  progetti economici, energetici e ambientali ( depurazione delle acque del Mediterraneo, adduzione delle acque, sviluppo dell’energia solare,coordinamento delle azioni per la  protezione  civile e per ampliare  le infrastrutture della navigazione ). Al momento il tema dell’immigrazione è fuori dell’Agenda ma naturalmente si capisce  che è in cima alle preoccupazioni europee. Negli anni ’70 il Mediterraneo contava 285 milioni di abitanti e nel 2020 saranno  520 milioni: due terzi concentrati nella riva Sud , dove il Pil è molto inferiore  ma che ha mercati, giovani, energia, tutto quello  che manca nella riva Nord  dove però si trova tecnologia e governance. Parigi non sono andati né Gheddafi né l’algerino Bouteflika, i due paesi più importanti  insieme all’Egitto, né  la Turchia per protesta  contro la Francia che sbarra  la sua entrata nell’UE. Gli ostacoli per il progetto sono enormi e di varia natura ma  altrettanto importanti i segnali  di buona volontà ed è stato registrato un primo, indiscusso  successo: la fine dell’isolamento della Siria dopo 7 anni di ostracismo seguito all’assassinio dell’ex presidente  libanese Hariri, e a cui la Francia  ha chiesto di farsi carico  delle preoccupazioni dell’Occidente per il programma nucleare dell’Iran.  L’ incontro tra  il presidente siriano Bashar el Assad   e il presidente libanese Suleiman (a cui seguirà l’apertura delle ambasciate)  e il colloquio tra tra Assad e il presidente israeliano Olmert sono di portata  storica per le speranze di  pace in Medio Oriente . Alla chiusura dell’ incontro che ha visto la nascita dell’Unione Mediterranea, tutti i leader europei  hanno espresso  il cordoglio per  la morte in un incidente  di  Bronislaw Geremek  “grande figura della riunificazione  del continente ”. Geremek nato a Varsavia , A Bruxelles  si è impegnato per  l’Europa dei diritti  ed  in Polonia prima  per la lotta al regime comunista e poi  a portare il suo Paese nell’Europa e nella Nato  fino allo scontro con i gemelli  Kaczynski. Angela Merkel  è consapevole  che il 13 luglio non  è un punto d’arrivo   ma solo il punto di partenza  della nuova ambizione euro mediterranea  di Nicolas Sarkozy ma , come hanno scritto gli analisti, il  Presidente francese rischia sì, ma si pone anche come il  fautore del  dialogo e della stabilità. Indietro..    
     
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IL MARE NOSTRUM E DI SARKOZY