“ Noi siamo  indipendenti, e la lotta all’inflazione è il nostro obiettivo primario dato che rimarrà elevata più a lungo del previsto e perciò facciamo quello che è necessario per  garantire la stabilità dei prezzi a medio termine”. La Commissione europea e la Bce hanno  dato una  prima, indiretta apertura di credito a Tremonti , orientato a chiedere l’appoggio dell’UE nel suo attacco alla speculazione finanziaria  a cui  attribuisce   la responsabilità degli aumenti delle materie prime e dei cereali  e l’impoverimento di  ampie fasce di cittadini europei. La commissaria alla Concorrenza Neelie Kroes , indirettamente gli ha dato ragione rammentando che  la normativa europea contro le pratiche distorsive  del mercato ”può essere utilizzata se si verificano collusioni  tra operatori” ed anche Trichet ha ammesso “l’anormalità  dell’influenza  della speculazione del Cartello dei produttori riconoscendo che  l’attuale boom dei prezzi è diverso dai precedenti”. Il suo piano il ministro Tremonti  lo ha riproposto all’Ecofin (gruppo dei ministri finanziari europei)  sollecitandolo a  contrastare sul mercato unico europeo gli aspetti distorsivi della speculazione. Nel mirino le collusioni che fanno esplodere i prezzi attraverso girandole di transazioni misteriose attuate da società nascoste nei paradisi fiscali e anche l’effetto perverso creato  dalle società di rating USA  che, sfruttando il loro monopolio, hanno sostenuto la credibilità di prodotti finanziari  collegati  ai mutui subprime. La giurisprudenza d’altra parte prevede già il trattamento da riservare agli speculatori: in base all’articolo  82 è possibile sanzionare le singole imprese  per abuso di posizioni dominanti . Con spirito costruttivo l’Eurogruppo e il commissario europeo agli Affari Economici Joaquin Almunia  hanno mostrato interesse al piano di Tremonti anche se alcuni continuano ad essere sicuri che la causa principale  della fiammata dei prezzi è soprattutto lo squilibrio tra domanda e offerta. Indietro
Come ampiamente annunciato e nonostante le pressioni, la Banca centrale europea  ha  alzato di un quarto di punto i tassi di interesse portando il costo del denaro al 4,25%.  Alle critiche di molti eurogoverni, Jean –Claude Trichet ha polemicamente replicato  che l’aumento è stato deciso a causa delle forti spinte inflazionistiche:
     
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NEELIE KROES DÀ RAGIONE A TREMONTI