Le previsioni economiche di primavera, diffuse dal commissario europeo agli Affari economici e monetari  Joaquin Almunia,  hanno tracciato la fisionomia di un Italia in affanno, con una stima di crescita 2008  ridimensionata allo 0,5% (a febbraio era ancora dello 0,7%) mentre l’inflazione quest’anno dovrebbe attestarsi al 3%. Ristagna la produttività del lavoro che si ferma a un modesto 0,2% non solo per quest’anno ma anche nel 2009,  mentre la media dei 27 Paesi europei   sarà dell’1,2% e nella zona euro  dello 0,9%. Il debito pubblico che nel 2007 era al 104% del Pil   dovrebbe scendere quest’anno al 103,2% , confermando la chiusura  della procedura di infrazione  aperta dall’UE contro l’Italia, nonostante  il deficit sia in aumento  dall’1,9% del 2007 al 2,3% del 2008 e al 2,4% previsto nel 2009.
La crescita è comunque in frenata anche negli altri Paesi europei  : quest’anno calerà  all’1,7% (dal 2,2%) in Eurolandia   e al 2% nell’insieme dei 27 Stati  e un nuovo rallentamento è previsto nel 2009, rispettivamente  all’1,5% e all’1,8%. L’inflazione in Europa è più alta che in Italia e nel 2008 arriverà  al 3,6%. Indietro.. 

   
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ITALIA, SITMA DI CRESCITA RIDOTTE