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DONNA ECONOMIA & POTERE
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ROMA — Parlare con la scuola attraverso il web, sapere tutto del proprio figlio, il suo rendimento scolastico per prima cosa, ma anche poter chiedere certificati, per esempio i nulla osta, vedere su schermo pagelle e persino i voti dei compiti e delle interrogazioni, controllare che il ragazzo non faccia assenze ingiustificate, perché in questo caso si viene avvisati con una mail o un sms. E ancora prenotare i colloqui con i professori, leggere avvisi e circolari e ogni altra comunicazione che interessi, per esempio quelle che riguardano le uscite didattiche e le gite scolastiche di più giorni.
La rivoluzione digitale comincia da questo mese, sono già tremila le scuole che hanno aderito al progetto dei ministri Gelmini e Brunetta, il portale Scuola Mia attivo dallo scorso febbraio. Tremila istituti, pensano al ministero della Pubblica Istruzione, sono un buon numero perché rappresentano un terzo del totale e ben il 50% delle superiori e dei licei, tre milioni di alunni. Secondo il ministero della Pubblica istruzione, più realisticamente, la novità riguarderà presto un milione e mezzo di studenti, in primo luogo quelli delle superiori.
È proprio il portale Scuola Mia, al quale qualunque genitore può accedere, soltanto con password personale per garantire la privacy di tutti, a permettere questo. Il portale consente a ciascun istituto di attivare tutti i servizi elencati o anche soltanto alcuni di questi, secondo Ie scelte singole di dirigenti e di professori. «L'autonomia scolastica è pienamente rispettata, ogni scuola deciderà su base volontaria se stare oppure no dentro il portale», dicono al ministero di viale Trastevere.
Potranno farlo, e qui entrano in gioco le risorse economiche, senza bisogno di attivare un software proprio, quindi con un grosso risparmio da parte delle scuole visti i costi, a volte proibitivi (anche 2.500 euro a software), dei sistemi di gestione dei registri elettronici. «La scuola si rinnova, guarda al futuro e noi vogliamo cambiarla anche investendo nuove risorse in tecnologie e innovazione», ha commentato al Corriere della Sera il ministro Maria Stella Gelmini.
Il futuro della scuola telematizzata è anche, naturalmente, il passato di tutti quegli studenti che riuscivano a nascondere ai genitori sia i cattivi voti sia le bigiate a scuola. Adesso per mamma e papà sarà molto più semplice sapere quanto studiano i loro ragazzi. O almeno potranno farlo chi ha un computer e il collegamento a Internet.
Secondo gli ultimi dati Istat, infatti, se quasi 8 famiglie su io con figli minorenni posseggono un computer, solo 6 hanno l'accesso ad Internet. Annunciata già da due anni, la scuola sul web, che non sarà comunque pienamente realizzata prima del 2012, non piace molto agli studenti, che sentono il controllo familiare come una pressione insopportabile, tanto è vero che sono state tante le polemiche scoppiate quando alcuni licei, a Roma e a Milano, hanno attivato da sé perlomeno il servizio degli sms per le assenze dei figli. Ma non tutti i genitori sono favorevoli a ricevere queste informazioni. Con il portale Mìa Scuola potranno decidere di non attivare questo servizio e di limitarsi a usare Internet per pagare le tasse o per fare le iscrizioni da casa.
Oltre al portale, in vista dell'entrata a regime della riforma delle superiori, il ministero

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