Il fattore D
Argomento: Cultura | Tipo di notizia: Nazionale | Autore: Redazione

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Doveva essere l’anno delle 'terapie choc'. Della scossa che avrebbe potuto portare in Italia più donne nel mondo del lavoro, con quel beneficio per l’economia che molti studi dimostrano avvenga. Invece, è stato un anno come gli altri: dibattiti e vaghe promesse. Co sì le donne hanno continuato a restare escluse dal mondo del lavoro e l’Italia in coda a tutte le classifiche. È questo il bilancio (amaro) che Maurizio Ferrera, do cente di Scienza politica a Milano, fa a un anno dalla pubblicazione del saggio sul «Fattore D» che esce in un nuova edi zione, con postfazione, negli Oscar Mon dadori. Ferrera non salva né il Partito Democratico, arrivato tardi con le sue proposte, né il go verno Berlusconi, che anzi con provvedimenti come la detassazione degli straordinari ha finito per privilegiare l’occupazione maschile. Ma adesso l’Italia potrebbe avere una nuova occasione e a fornirgliela, questa volta, è l’Unione Europea con la richiesta di mandare le donne in pensione alla stessa età degli uomini, 65 anni. L’esortazio ne che ci viene dall’Europa, scrive Ferrera, è a uniforma re l’età pensionabile, ma anche a incentivare e aiutare le donne che lavorano, soprattutto nelle fasi di accesso al l’occupazione, avanzamento nelle carriere e conciliazio ne fra responsabilità lavorative e familiari. L’autore con corda, auspicando che le forze politiche e sociali riescano a trovare un compromesso, possibilmente bipartisan. Non si fa, però, illusioni riguardo alla capacità di azione della classe politica italiana. «Per questo — conclude Ferrera — la battaglia della persuasione deve continuare»
MAURIZIO FERRERA
Il Fattore D
OSCAR MONDADORI
PP. 140, € 9