Il collegio dei giudici presieduto da Maria Gabriella Luccioli, il 9 luglio,  con una decisione “inevitabile  ed esecutiva,  presa con sofferenza”, ha autorizzato  l’interruzione del trattamento di sostegno che da 16 anni tiene in vita allo stato vegetale Eluana Englaro nel letto di un ospedale di Lecco, da quando un incidente a 20 anni  le devastò il cervello. Come ha chiesto suo padre, convinto che la sua Eluana così amante della vita,  mai avrebbe sopportato quella condizione .  Dopo che tribunali e appelli  hanno detto di no al distacco dei tubi che la alimentano  in nome della tutela della vita, nel 2007 una sentenza della Cassazione tracciò la strada  collocando al primo posto “la libertà di autodeterminazione del malato” e 

rimandando ai giudici  d’appello la possibilità“ che se  un adulto non è in grado di manifestare la sua volontà  può farlo  il suo legale rappresentante , dopo he sono stati  valutati   i principi etici-religiosi  del malato nel rispetto del suo migliore interesse”. A 37 anni Eluana può finalmente morire. Indietro
   
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ELUANA PUÒ ANDARE