Due donne d’attacco
Argomento: Economia | Tipo di notizia: Internazionale | Autore: Ornella Del Guasto

Argomento: Economia | Tipo di notizia: Internazionale | Autore: Ornella Del Guasto
Christine Lagarde, ministra francese dell’Economia, da tempo ammonisce governo e paese sul calo senza precedenti del deficit e sul continuo aumento del debito. Per questo la sua Finanziaria, presentata il 29 marzo, si impegna a far scendere il deficit dai 152 miliardi di euro di quest’anno a 92 miliardi nel 2011.
L’economia della Francia è ancora fragile e l a crescita stimata al a 2%. Gran parte dei tagli verrà dalla rinuncia alle misure di sostegno straordinario all’economia decise nel 2009. Il debito invece dovrebbe passare dall’attuale 82,9% del Pil all’86,2% l’anno prossimo e solo nel 2013 cominciare una lievissima decrescita.
Il contenimento dei costi verrà dai sostanziosi tagli alla Pubblica Amministrazione, scuole comprese (almeno 1600 insegnanti perderanno il lavoro).
Sarà colpita anche la Difesa e si salveranno solo la Giustizia, L’università e Ricerca e l’Immigrazione. L’impatto sull’opinione pubblica non sarà trascurabile perché è previsto l’aumento dell’Iva sul cosiddetto “triple Pay” (Internet , telefono e televisione). Christine Lagarde ha anche fornito le cifre del peso che avrà sui conti la riforma pensionistica: 0,3% all’anno in più sul Pil entro il 2020 e 0,5% di riduzione del deficit dal 2013.
La commissaria europea alla Giustizia, Viviane Reding , dopo il suo furioso contrasto con Sarkozy sulla questione dello sgombero dei campi abusivi dei Rom e relativa loro espulsione verso la Romania , ha esplorato tutte le vie per mettere in mora la Francia e avviare e la procedura di violazione della Carta europea dei diritti umani , ma non ha trovato alcuna strada percorribile. Parigi così avrà tempo fino al 15 ottobre per presentare a Bruxelles le misure che intende prendere per recepire la direttiva UE sulla libera circolazione delle persone e sul calendario che intende seguire. Poi si vedrà. Viviane così è stata costretta a una dolorosa marcia indietro, anche su pressione del presidente della Commissione Barroso che aveva incassato la sfuriata e l’accusa di Sarkozy di non riuscire a controllare i suoi commissari con la minaccia di disertare il vertice europeo.