CORTE SUPREMA AL FEMMINILE
Argomento: Esteri | Tipo di notizia: Internazionale | Autore: redazione

Argomento: Esteri | Tipo di notizia: Internazionale | Autore: redazione
La nomina di Elena Kagan alla Corte Suprema rappresenta una svolta per il massimo organismo giudiziario d’America. Mai così tante donne alla Corte - tre su nove giudici - e soprattutto mai una corte senza neppure un esponente protestante, con sei cattolici e tre ebrei. annunciando la sua nomina, Barack Obama l’ha definita «una leader pionieristica» il cui compito sarà di «costruire consenso con capacità ed equità». Ex preside della scuola di legge di Harvard, sarà la quarta donna giudice dell’organismo e sostituisce un liberale, John Paul Stevens, infrangendo una regola non scritta: tutti gli altri membri hanno un passato da giudice di corte d’appello federale, mente lei non ha mai seduto in un organo giudicante. «Anche se non possiamo pensare di rimpiazzare il giudice Stevens» ha detto Obama, «ho scelto una persona che credo incarni la stessa eccellenza, indipendenza, integrità e passione per la legge che può portare la stessa capacità di leadership nella corte».
La Kagan, che è stata preferita a giudici federali come Diane Wood di Chicago (la città di Obama), Merrick Garland; Sidney Thomas e a un pezzo da novanta dell’amministrazione come Janet Napolitano, ha ringraziato il presidente parlando del «sogno di una vita che si avvera». Prima donna a servire come avvocato generale, è - nelle parole di Obama - «rispettata e ammirata non solo per la sua intelligenza e i risultati raggiunti, ma per il suo temperamento e la capacità di comprendere prima di dissentire».
Il capo di gabinetto di Hillary Clinton, John Podesta, ha lodato la scelta di Obama e così hanno fatto il capogruppo della maggioranza in Senato, Harry Reid. Anche se appena un anno fa il Senato confermò la Kagan alla guida dell’avvocatura generale, i repubblicani hanno assicurato che la sua conferma non è così scontata. E questo nonostante nessuna sua presa di posizione in passato su temi caldi come l’aborto e il controllo delle armi lascia pensare che i repubblicani abbiano a disposizione abbastanza carbonella su cui farla rosolare durante l’audizione attesa per le prossime settimane.