In testa alla classifica delle donne più potenti dell’industria americana organizzata ogni anno da Fortune nel 2008  c’è Angela Braly ,46 anni,  presidente e amministratore delegato del colosso assicurativo  Wellpoint. La sua reputazione  si fonda sul successo  della fusione con la rivale Wellchoice, avvenuta nel 2005, ma sono soprattutto le  doti diplomatiche  e manageriali a confermare  la sua capacità di leadership. Angela, dopo solo due settimane al vertice dell’azienda, ha dovuto  fare i conti con l’uscita del documentario”Sicko“ di Michael Moore , critica spietata del sistema sanitario e assicurativo americano , ed è stata costretta a guidarla  con calma  e tenacia attraverso la tempesta emotiva che si era scatenata nell’opinione pubblica.  Le donne al top della classifica di Fortune lo scorso anno   erano 13 mentre adesso sono rimaste in 12  dopo le dimissioni di Meg Withman dalla guida di eBay per inseguire il sogno politico dietro a McCain. Seconda in classifica è stata confermata   Patricia Woertz   del conglomerato alimentare  Archer Daniels  Midland. In terza posizione Indra Nooyi , Ceo della multinazionale  PepsiCo che in un anno e mezzo  ha realizzato una efficace strategia espansionistica diversificando l’azienda  nel segmento dei prodotti sani e biologici. Nell’ordine i successivi  posti in  classifica sono  :  Irene Rosenfeld  a.d. del colosso alimentare  Kraft , Carol Meyrowitz  della società di abbigliamento TJX, Mary Sammons della catena di farmacie RiteAid, Anne Mulcahy  dell’azienda di macchine fotocopiatrice Xerox . All’ottavo posto Brenda  Barnes di un altro colosso alimentare  ,La SaraLee,  seguita da Andrea Yung della società di cosmetici Avon. Susan Ivey  della società di tabacco Reynolds America che  ha l’ingrato compito di dover fare i conti con un’infinità di cause  legali e con le critiche dell’opinione pubblica. Quindi  Paula Rosput Reynolds  delle assicurazioni Safeco  e infine Christina Gold  della società finanziaria Western Union . La stabilità della classifica  conferma che  la dozzina di chief executive officers  donne hanno fermamente il controllo delle aziende  che amministrano, ma continuano a rappresentare solo il 2,4% del totale  delle 500 società più grandi d’America. Tuttavia per quanti sono  delusi del ristretto numero di donne al vertice, dalle diverse classifiche  di Fortune trapela  qualche segnale di cambiamento : 22 dei 50 volti nuovi  dell’economia sono donne, in pratica il  44% in percentuale. Indietro.. 

   
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ANGELA BRALY E' LA DONNA PIU' POTENTE DI WALL STREET