«Sakineh venerdì rischia la lapidazione»
Argomento: Esteri | Tipo di notizia: Internazionale | Autore: CORRIERE DELLA SERA

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In collegamento telefonico da Tabriz, durante la riunione per Sakineh organizzata dal filosofo Bernard-Henri Lévy con il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, le parole del figlio 22enne Sajad Ghaderzadeh, sono raggelanti: «Durante il ramadan l'esecuzione della pena era impossibile. Ma al tramonto di venerdì prossimo, io settembre, mia madre potrebbe essere lapidata».
Per settimane, da quando è cominciata la mobilitazione internazionale per salvare la vita alla donna condannata a morte per adulterio e complicità nell'assassinio del marito, è mancata una data precisa. Il possibile termine di venerdì, suggerito da Sajad e confermato da Lévy, ha fatto crescere l'emozione ma in serata il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha pronunciato frasi più rassicuranti: «Il nostro ambasciatore ha incontrato le autorità iraniane che ci hanno riferito che nessuna decisione è stata ancora presa. Non è un mistero che in Iran c'è in corso un dibattito se convenga davvero all' interesse nazionale iraniano essere un Paese isolato».
Alle stesse considerazioni si aggrappa Lévy, che ha dato il via alla campagna a favore di Sakineh: «Ahmadinejad ormai sa benissimo che l'uccisione della donna sarebbe un colpo tremendo e irreparabile all'immagine del Paese. Per questo dobbiamo continuare a fare pressione e a tenere alta l'attenzione su quello che sta succedendo in Iran. Il giorno che i riflettori dovessero abbassarsi, il regime si sentirebbe libero di agire».
La compattezza dell'opinione pubblica europea è l'elemento determinante per la salvezza di Sakineh. Anche per questo le frasi di Catherine Deneuve a Venezia su Carla Bruni, che con il suo passato poco morigerato avrebbe prestato il fianco agli insulti dei giornali iraniani, sono apparse un infortunio.«E incredibile - ha detto Lévy - che una donna della sua qualità abbia potuto pronunciare parole così sciocche e irresponsabili». E sugli attacchi della stampa di Teheran a Silvio Berlusconi, ha aggiunto che «i media iraniani non possono dare lezioni di morale a nessuno».
Il ministro francese Kouchner si dice «pronto ad andare a Teheran» per convincere le autorità, quello italiano Frattini invita l'omologo iraniano Manouchehr Mottaki a Roma per discutere una soluzione. La sensazione è che l'epilogo si avvicini e per questo anche il Parlamento europeo ieri sera si è riunito in emergenza a Strasburgo. Molti deputati hanno esibito una maglietta con la scritta «Save Sakineh», la vicepresidente italiana Roberta Angelilli (Pdl) ha dichiarato che «occorre avere il coraggio di rompere le relazioni diplomatiche con l'Iran».